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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45849/2022 del 02/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Roma lamentando violazione di legge, manifesta illogicità e carenza di motivazione in relazione alla sussistenza dei "gravi indizi di colpevolezza" necessari per le esigenze cautelari. La difesa ha sostenuto che le dichiarazioni dell'indagato nell'interrogatorio di garanzia trovavano riscontro nel filmato degli eventi del 24 dicembre 2021 (discussione davanti al bar), che secondo la difesa era di buona qualità e dimostrerebbe che Barile tentava di allontanarsi senza riuscirvi per l'opposizione delle persone offese; inoltre si è richiamata la grave situazione di salute dell'imputato come elemento rilevante. In sostanza il motivo mirava a far rivedere la valutazione probatoria del Tribunale sulla base della presunta contraddittorietà o insufficienza della motivazione rispetto alle riprese video.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità. Ha ritenuto che il ricorso richiedeva in realtà una nuova valutazione di merito degli elementi probatori (soprattutto del filmato), valutazione che non è consentita in sede di legittimità salvo che emergano specifiche violazioni di legge o una manifesta illogicità o assenza della motivazione nel provvedimento impugnato. La Corte ha riscontrato invece una motivazione organica, ampia e coerente del Tribunale di riesame, che aveva esaminato i filmati e la documentazione medica e aveva spiegato perché le immagini non consentivano di vedere distintamente tutti i movimenti ma confermavano comunque le condotte addebitate. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla corresponsione di una somma a titolo di contribuzione (importo non indicato nel testo fornito).

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    La Corte richiama che l'insussistenza dei gravi indizi è sindacabile in Cassazione solo se trasmoda in violazione di specifiche norme di legge o in mancanza o manifesta illogicità della motivazione; non è consentito un riesame libero del merito o della valutazione delle fonti di prova

  • artt. 81, 56, 629, 61 n.6, 582 cod. pen.

    artt. 81, 56, 629, 61 n.6, 582 cod. pen.

    Queste disposizioni sono le fattispecie penali e le circostanze aggravanti provvisoriamente contestate all'indagato e costituiscono l'oggetto delle imputazioni per le quali è stata mantenuta la misura cautelare; la sentenza di legittimità non entra nel merito della qualificazione se non per questioni di motivazione o di diritto

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né rivaluta liberamente la prova: il ricorso che si traduce nella richiesta di una diversa valutazione delle stesse prove è inammissibile se non indica specifiche violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione
  • Per contestare la sussistenza dei gravi indizi in sede di legittimità è necessario dimostrare puntualmente omissioni o contraddizioni nella motivazione del giudice di merito; affermazioni generiche che propongono una diversa lettura dei filmati o delle prove di per sé non sono sufficienti
  • Quando si fonda la difesa su elementi documentali (es. videoriprese), il ricorso deve confrontarsi analiticamente con i passaggi motivazionali del provvedimento impugnato, indicando esattamente dove la valutazione è illogica o contraddittoria
  • L'incidenza di condizioni di salute sull'idoneità o sulla necessità della misura cautelare va esplicitamente collegata, con prove e argomentazioni specifiche, alla valutazione delle esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento delle prove, reiterazione del reato), altrimenti resta irrilevante in Cassazione
  • In sede di riesame cautelare il giudice deve motivare separatamente sia la sussistenza dei gravi indizi sia le esigenze cautelari; la parte che impugna deve indicare con precisione i punti della motivazione che ritiene viziati per ottenere accoglimento in Cassazione

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