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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31830/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Perugia che aveva confermato la condanna per il reato di illecita importazione di stupefacenti (spedizione da Spagna tramite corriere DHL di marijuana >2 kg e MDMA circa 622 g). La difesa deduceva: 1) violazione di legge processuale e difetto di motivazione per l'uso, ai fini decisori, di dichiarazioni di persone informate sui fatti (madre e fidanzata del destinatario del pacco) non presenti negli atti; 2) vizio di motivazione e travisamento della prova relativamente all'affidamento delle dichiarazioni dei chiamanti in correità (MIHNEV e TABUANI), contestandone aporie, contraddittorietà e l'assenza di contatti diretti con Romagnoli; 3) omessa o errata qualificazione alla luce dell'art.73 comma 5 d.P.R. 309/90 (attentenuante per minima offensività) e mancato riconoscimento dell'art.62 n.4 c.p.; 4) censura sul trattamento sanzionatorio e sulla revoca della sospensione condizionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato o inammissibile. Sul profilo processuale la Corte ha rilevato che le dichiarazioni delle persone informate risultavano annotate negli atti (annotazioni di P.G. e Guardia di Finanza) e possono essere valutate nel giudizio abbreviato. Sui profili di merito la Corte ha confermato che la sentenza di appello ha correttamente e logicamente motivato l'affidamento alle chiamate in correità (coerenza dei racconti, riscontri fotografici, presenza del Romagnoli in Spagna, contatti telefonici, celle compatibili, ruoli di debito/fornitura) e che la ricostruzione dei giudici di merito costituisce una "doppia conforme" integrata, escludendo sindacato di merito in Cassazione. La dedotta attenuante di minima offensività (art.73 comma 5 d.P.R. 309/90) è stata esclusa in applicazione dei criteri di quantità e organizzazione del traffico. La revoca della sospensione condizionale è stata ritenuta consequenziale alla nuova condanna. Il ricorso è stato quindi respinto e la condanna confermata.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990

    L'attenuante speciale per minima offensività può essere riconosciuta solo se dalla valutazione complessiva (quantità, qualità, modalità, mezzi e circostanze) emerge una lesione del bene giuridico di lieve entità; la presenza di elementi che indichino organizzazione e rilevanti quantitativi esclude l'attenuante

  • Codice Penale

    La circostanza attenuante prevista dall'art.62 n.4 (se dedotta) deve essere valutata alla luce del complesso delle condotte; nel caso di specie il giudice territoriale non ha ritenuto sussistente l'attenuante

Massime di principio

  • Le annotazioni e gli atti redatti dalla polizia giudiziaria, se presenti nel fascicolo processuale anche in forma sintetica (annotazioni di P.G.), possono essere valutati nel giudizio abbreviato come elementi dichiarativi e servirsi come riscontro alle dichiarazioni di chiamanti in correità
  • Quando vi è una "doppia conforme" (condanna in primo grado e conferma in appello), il sindacato di legittimità sul merito è fortemente limitato: la Cassazione non riesamina la valutazione della prova salvo manifesta illogicità, travisamento macroscopico o richiamo di elementi nuovi non valutati dal primo giudice
  • La valutazione della credibilità dei chiamanti in correità e delle persone informate sui fatti è prerogativa del giudice di merito; per criticare tali valutazioni in cassazione occorre dimostrare una contraddizione logica palese o un travisamento della prova emergente in modo manifesto dal compendio procesale
  • L'attenuante per minima offensività ai sensi dell'art.73 comma 5 d.P.R. 309/90 è di applicazione molto restrittiva: la presenza di quantitativi rilevanti e di modalità organizzative o di rifornimento esclude in concreto il riconoscimento
  • La revoca automatica della sospensione condizionale della pena consegue alla nuova pronuncia di condanna per fatti della stessa specie; contestarla richiede rilevare un vizio nella statuizione di fatto/diritto che abbia inciso su tale automatismo

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