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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39786/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per due ipotesi di usura aggravata (art. 644 c.p.) e per estorsione poi riqualificata in tentata estorsione aggravata (artt. 629 e 416 bis.1 c.p.). Lamentate: 1) nullità dei capi di imputazione per mancata indicazione dettagliata della condotta (art. 292 c.p.p.); 2) mancata autonoma valutazione dei gravi indizi di colpevolezza; 3) carenza di gravi indizi rispetto alla tentata estorsione aggravata (capo 9); 4) mancanza di univocità degli indizi per possibile confusione identificativa del ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: la contestazione cautelare soddisfacesse i requisiti di sinteticità e specificità ex art. 292 c.p.p.; il giudice del riesame aveva fornito una motivazione efficace e, pur sintetica, adeguata (soprattutto in relazione a intercettazioni chiaramente rappresentative); non compete alla Corte di legittimità riesaminare i fatti o riconsiderare il valore delle prove se la motivazione del giudice di merito non è manifestamente illogica; la tentata estorsione aggravata risultava sufficientemente supportata dagli elementi indiziari, con la precisazione che il profitto illecito richiesto può coincidere con quello derivante da rapporti illeciti preesistenti; l'identificazione del ricorrente nelle intercettazioni era adeguatamente motivata. Per l'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 644 cod. pen.

    Reato contestato quale base delle misure; utilizzato per inquadrare le condotte di erogazione di finanziamenti con interessi usurari

  • art. 629 cod. pen.

    Rilevante per la qualificazione dell'azione contestata; la Corte ha ritenuto configurabile la tentata estorsione anche quando il profitto richiesto derivi da rapporti illeciti preesistenti

  • art. 416 bis.1 cod. pen.

    aggravante (connessa a fattispecie di tipo associativo/forme aggravate)

    Aggravante richiamata nella contestazione per le modalità e il contesto dei fatti

  • art. 292 cod. proc. pen.

    contestazione nella fase cautelare, comma 2

    Stabilisce che nella fase cautelare la contestazione può essere 'sommaria' ma deve contenere elementi minimi di specificità (norme violate, descrizione sommaria dei fatti, tempo e modalità) tali da consentire la difesa; nel caso la Corte ha ritenuto il requisito soddisfatto

  • art. 273 cod. proc. pen.

    gravi indizi di colpevolezza

    Principio richiamato per il vaglio dei gravi indizi: la Cassazione può sindacare la loro sussistenza solo se la valutazione del giudice di merito è manifestamente illogica o viola specifiche norme

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamata per motivare che il controllo di legittimità sulle esigenze cautelari è limitato e non consente una rivalutazione dei fatti se la motivazione di merito è corretta

  • art. 616 cod. proc. pen.

    sanzione pecuniaria per ricorso inammissibile per colpa

    Usato come base per irrogare al ricorrente il pagamento di una somma (euro 3.000) alla cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità

Massime di principio

  • In materia cautelare la contestazione può essere sintetica ma deve fornire elementi minimi di specificità (persone offese, tempo, luogo, modalità essenziali) per consentire la difesa; una descrizione sommaria conforme all'art. 292 c.p.p. è sufficiente se raggiunge tale scopo.
  • La Corte di Cassazione non rivede i fatti o la valutazione della consistenza degli indizi operata dal giudice di merito: può intervenire solo per violazione di norme o manifesta illogicità della motivazione.
  • La motivazione del giudice del riesame può essere sintetica quando le prove (es. intercettazioni) sono direttamente rappresentative e chiare; in tali casi il richiamo analitico al contenuto probatorio può soddisfare l'obbligo motivazionale.
  • Il profitto illecito richiesto in una estorsione può coincidere con utilità derivanti da rapporti illeciti preesistenti (es. usura); ciò non esclude la configurabilità dell'estorsione.
  • Per contestare la sussistenza dei gravi indizi o l'identificazione occorre indicare in cassazione specifiche e concrete violazioni di legge o elementi che dimostrino una manifesta illogicità o contraddizione nella motivazione del giudice di merito.
  • La mera similarità o uso del solo cognome in atti non invalida automaticamente l'individuazione se il giudice del merito fornisce riferimenti probatori (intercettazioni, nomi di battesimo, contesti) che rendono plausibile l'identificazione.

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