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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4921/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 7/4/2021 che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro probatorio (cavetto telefonico rinvenuto nelle aree comuni, un block notes con trascrizione di numeri telefonici e indicazioni di somme di denaro e un bigliettino con un numero rinvenuti nella cella). Il ricorrente, detenuto e indagato per presunta appartenenza al "clan Esposito" su dichiarazioni di un collaboratore di giustizia (che segnalava la disponibilità di telefoni in carcere e l'esistenza di un telefono riconducibile a Musella), ha dedotto apoditticità e illogicità nell'attribuzione del cavetto (visto che nella sua cella non era stato rinvenuto alcun telefonino) e insufficienza della motivazione in relazione al sequestro del block notes.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il provvedimento impugnato non presenti violazioni di legge né vizi motivazionali tali da renderlo privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza: il Tribunale aveva motivatamente collegato gli oggetti sequestrati (block notes, bigliettino e cavetto) alle ipotesi di reato contestate (artt. 416-bis e 391 c.p.) e aveva inoltre indicato la necessità di ulteriori accertamenti sull'effettiva appartenenza del cavetto al ricorrente, giustificando così il sequestro probatorio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di C 3000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. c) ed e), cod. proc. pen.

    La Corte ricorda che il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro preventivo o probatorio è ammesso solo per violazione di legge; nella nozione di "violazione di legge" rientrano anche errores in iudicando/procedendo e vizi motivazionali tanto gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.

  • art. 416-bis c.p.

    Il provvedimento impugnato collegava gli oggetti sequestrati (block notes, bigliettino, cavetto) all'ipotesi di associazione di tipo mafioso, ritenendone l'immediatezza rispetto alla fattispecie contestata e giustificandone così l'acquisizione probatoria.

  • art. 391 c.p.

    Il provvedimento ha ritenuto che gli elementi sequestrati potessero avere rilevanza anche rispetto alle fattispecie contemplate dall'art. 391 c.p., ritenendo pertanto pertinente il sequestro probatorio in relazione ai reati contestati.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso soltanto per violazione di legge o per vizi motivazionali estremamente gravi: non basta dissentire sulla valutazione dei fatti.
  • La mancanza di prova immediata (es. assenza del telefonino nella cella) non esclude a priori la legittimità di un sequestro probatorio su elementi accessori (es. cavetti, appunti) se sussiste un serio nesso di pertinenza con le fattispecie di reato e la necessità di ulteriori accertamenti.
  • Quando si contesta un sequestro, è necessario dimostrare un vizio giuridico o una carenza motivazionale rilevante, non solo sollevare dubbi sull'apprezzamento probatorio del giudice di merito.
  • Le ordinanze ben motivate, che esplicitano il rapporto di immediatezza tra beni sequestrati e reato e la necessità del sequestro per verifiche investigative, sono difficilmente rimesse in discussione in sede di legittimità.
  • Le impugnative infondate o reiterative possono comportare condanne alle spese e sanzioni (es. contributi alla Cassa delle ammende) se la Corte ravvisa profili di colpa nella presentazione del ricorso.

Testo integrale

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