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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8651/2023 del 28/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma delle condanne per usura aggravata (diverse posizioni per i capi 1, 2 e 3), denunciando: vizio di motivazione e travisamento della prova (artt. 192 e 125 c.p.p.), omessa o insufficiente comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti (artt. 133 e 69 c.p.), richieste istruttorie non valutate (art. 603 c.p.p.), e, soprattutto, la illegittimità e l'eccesso della confisca disposta (contestazione della confisca per equivalente e della confisca "allargata" per sproporzione), con richiesta di specifica quantificazione del profitto del reato e verifica del nesso di pertinenzialità/derivazione dei beni sequestrati

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati soltanto in parte: ha dichiarato inammissibili gli altri motivi e ha confermato l'irripetibilità delle dichiarazioni di responsabilità (le condanne di merito restano in gran parte irrevocabili). È stata però annullata la sentenza impugnata con rinvio ad altra Sezione della Corte di Appello di Caltanissetta con riguardo a due punti: a) il bilanciamento tra circostanze attenuanti generiche e aggravanti concorrenti (va riesaminato il trattamento sanzionatorio per entrambe le posizioni), e b) le statuizioni di confisca relative a Roberto Ingegnoso (va verificata la corretta applicazione e la concreta quantificazione della confisca, distinguendo tra confisca per equivalente ex art. 644 e confisca per sproporzione/"allargata" ex art. 240-bis). Sul resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e le sentenze di merito restano efficaci

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    richiamato dai ricorrenti per denunciare vizi di motivazione e travisamento della prova nella sentenza di appello

  • art. 125 cod. proc. pen.

    richiamato in relazione ai vizi motivazionali e alla necessità che la motivazione sia congrua e completa

  • art. 133 cod. pen.

    norma sulle circostanze attenuanti; evocata per chiedere la prevalenza delle attenuanti generiche sul cumulo delle aggravanti

  • art. 69 cod. pen.

    norma sulla determinazione della pena; richiamata in funzione del bilanciamento tra aggravanti e attenuanti

  • art. 644 cod. pen.

    norma sull'usura e sulla confisca "per equivalente"; la Corte ha richiamato i principi che la confisca per equivalente deve essere commisurata al profitto effettivamente conseguito (incremento netto patrimoniale) e richiede corretta quantificazione

  • art. 240-bis cod. pen.

    ex art. 12-sexies d.l. 306/1992

    norma sulla confisca per sproporzione ("confisca allargata"); distinta dalla confisca ex art. 644, richiede presupposti e accertamenti diversi e motivazione specifica sulle disponibilità patrimoniali non giustificate

  • art. 648-quater cod. pen.

    richiamata in connessione con misure patrimoniali e recupero di utilità derivanti da reati

  • art. 62-bis cod. pen.

    riguarda le circostanze attenuanti generiche; la difesa aveva richiesto applicazione e prevalenza ai fini del trattamento sanzionatorio

  • art. 603 cod. proc. pen.

    norma che disciplina gli accertamenti peritali richiesti dalle parti; la difesa aveva chiesto perizia contabile per quantificare il profitto della usura

  • legge 251 del 2005

    richiamata dalla Corte di appello in tema di disciplina applicabile al trattamento sanzionatorio; la Cassazione ha rilevato omissione motivazionale dell'appello sul punto

  • art. 23, comma 8, DL 137 del 2020

    norma procedurale richiamata per la trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero in Cassazione

Massime di principio

  • In sede di Cassazione il sindacato sulla valutazione del merito è limitato: non è consentito rimettere in discussione la persuasività o la diversa valutazione delle prove, salvo che la motivazione sia mancante, manifestamente illogica, contraddittoria o incompatibile con atti specifici del processo
  • Le doglianze sul trattamento sanzionatorio richiedono che la Corte di merito abbia valutato e motivato espressamente la comparazione tra attenuanti e aggravanti; omissioni su questo punto legittimano annullamento e rinvio
  • La confisca "per equivalente" ex art. 644 richiede la quantificazione del profitto effettivo (incremento netto patrimoniale) e la correlazione almeno indiretta con quanto materialmente riscosso: non può essere applicata in maniera indifferenziata senza accertamenti specifici
  • La confisca per sproporzione ("allargata", art. 240-bis) è distinta dalla confisca per equivalente e richiede l'accertamento di una sproporzione tra patrimoni e redditi dichiarati; la confusione tra le due fattispecie nei provvedimenti cautelari e di merito determina vizi motivazionali
  • Se il sequestro preventivo è stato motivato su presupposti diversi da quelli della confisca poi disposta, il giudice dell'esecuzione o di merito deve chiarire e motivare la riconduzione della misura ai relativi presupposti normativi, pena l'annullamento
  • Le richieste istruttorie pertinenti (perizie contabili, chiarimenti su provenienza dei beni) non possono essere eluse con motivazioni generiche: la mancata valutazione di osservazioni difensive specifiche sul quantum della confisca rileva ai fini del vizio motivazionale
  • In casi simili, il difensore deve articolare distintamente censure sulla responsabilità, sul trattamento sanzionatorio e sulle misure patrimoniali, chiedendo espressamente alla Corte di merito l'espletamento di accertamenti richiesti (es. perizia) e documentando la legittima provenienza dei beni

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