Cassazione Penale, Sentenza n. 3672/2024 del 29/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari per detenzione illecita di cocaina a fini di vendita (capo 67). Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, lamentando in particolare che l'ordinanza non aveva considerato la memoria difensiva depositata davanti al Tribunale, nella quale si contestava l'esistenza di elementi a sostegno del riconoscimento di Boccia quale soggetto giunto a casa di Masiello su uno scooter (targato RSAVE60)
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale, pur avendo tenuto conto delle difficoltà a reperire le video-immagini, abbia adeguatamente motivato l'identificazione di Boccia con più elementi (pregresse condanne e noto rapporto con investigatori, riscontri investigativi circa la gestione della piazza di spaccio, riconoscimento nell'intercettazione ambientale in cui il dialogante 'Antonio' è identificabile per una balbuzie). Il ricorso non ha contestato specificamente tale seconda via identificativa, per cui è risultato inammissibile. Per effetto dell'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; ordinato il rimando alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen. e art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Norme richiamate per inquadrare il reato contestato (detenzione illecita di stupefacenti a fini di spaccio); indicate come riferimento normativo per le imputazioni mosse a Boccia
Richiamato come base per le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso (condanna alle spese processuali e alla somma a favore della Cassa delle ammende)
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia (formalità amministrative/disposizioni esecutive)
Massime di principio
- Un ricorso è inammissibile se non contesta in modo specifico e puntuale le principali linee probatorie addotte dal giudice di merito; deve affrontare tutte le vie principali di identificazione o di prova indicate nell'atto impugnato
- La citazione di difficoltà tecniche (es. reperimento di video-immagini) non esclude che il giudice possa fondare l'identificazione su più elementi concatenati (pregressa conoscenza del soggetto, riscontri investigativi, intercettazioni ambientali): il difensore deve dimostrare concretamente la incongruità o la contraddittorietà di tali argomenti
- Le intercettazioni ambientali e i riconoscimenti operati dagli investigatori, unitamente al quadro indiziario complessivo (pregresse condanne, ruolo nella piazza di spaccio), possono costituire base idonea per confermare misure cautelari, salvo che la difesa non dimostri la loro inefficacia o incertezza
- È essenziale depositare e fare valere tempestivamente in sede di riesame tutti gli elementi difensivi rilevanti e spiegare perché incidono sulla valutazione dei gravi indizi; lasciare elementi non affrontati dal ricorso può determinarne l'inammissibilità
- L'inammissibilità del ricorso può comportare sanzioni economiche (spese processuali e somme a favore della Cassa delle ammende): valutare attentamente la fondatezza del ricorso prima di proporlo
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