Cassazione Penale, Sentenza n. 15198/2023 del 11/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale sull'individuazione del luogo di consumazione del delitto di cui all'art. 642 c.p. (frode assicurativa) contestato a Ludmilla Turcan e Corina Turcan per una denuncia di sinistro falsa. Il Tribunale di Milano aveva dichiarato la propria incompetenza ritenendo che il reato si consumi al momento della presentazione della denuncia presso un agente/intermediario locale; il GIP di Torino ha rifiutato la declinazione e ha sollevato il conflitto sostenendo che il reato si era perfezionato presso la sede legale della compagnia assicuratrice (Milano).
La decisione
La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto con l'affermazione della competenza territoriale del Tribunale di Milano. Ha ritenuto che, sebbene l'art. 642 c.p. sia un reato a consumazione anticipata, il momento e il luogo di consumazione vanno individuati quando la richiesta risarcitoria giunge a conoscenza del soggetto giuridico legittimato alla liquidazione del sinistro (ossia l'ufficio con poteri decisionali presso la sede legale dell'impresa assicuratrice). È stata quindi esclusa la regola che suffraga la consumazione presso un qualsiasi agente locale privo di poteri dispositivi, ed è stato ritenuto irrilevante il decreto della Procura Generale del 2012 nella materia. La Corte ha altresì precisato che il criterio della residenza dell'imputato (art. 9, comma 2 c.p.p.) non può essere fatto valere per supplire alla regola di collegamento quando il fatto è correttamente inquadrato nell'imputazione.
Norme richiamate
Il reato è qualificato come a consumazione anticipata: non richiede il conseguimento effettivo del vantaggio, ma la condotta diretta e idonea a conseguirlo. Il momento/luogo di consumazione va individuato quando la richiesta fraudolenta giunge a conoscenza del soggetto legittimato a liquidare il danno (uffici decisionali della sede legale), non al mero momento di inoltro a un agente locale privo di poteri dispositivi.
Norma che consente alla Corte di Cassazione di decidere i conflitti di competenza tra giudici, superando la stasi processuale.
art. 9, comma 2 cod. proc. pen.
Criterio residuale di competenza per domicilio o residenza dell'imputato; può essere applicato solo se l'imputazione presenta errori rilevanti, macroscopici e immediatamente percepibili, e non può sostituire i criteri oggettivi di collegamento determinati dalla natura del reato.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (selezione)
es. sez. 2, n. 39151/2011 Carovilla; sez. 2, n. 48925/2016 Virgilio; sez. 2, n. 8105/2016 Nucera; sez. 2, n. 43534/2021 Nitri; sez. 1, n. 51360/2018 Mariani
Precedenti utilizzati per affermare il principio che, nelle comunicazioni a distanza o in atti recettizi, il luogo di consumazione si identifica normalmente dove la comunicazione raggiunge il destinatario idoneo a essere indotto in errore o a decidere (anche con riferimento ai casi di truffa e frode assicurativa).
Massime di principio
- Nelle frodi assicurative basate su una falsa denuncia di sinistro, la competenza territoriale si determina in base al luogo in cui la richiesta fraudolenta giunge a conoscenza dell'organo o ufficio dell'impresa dotato di poteri decisionali e di liquidazione (di norma la sede legale o il centro di liquidazione danni), non in base alla mera ricezione presso un agente/intermediario locale privo di potere dispositiv o.
- Per comunicazioni a distanza o atti unilaterali recettizi, il momento di consumazione è il momento in cui il destinatario legittimato riceve la comunicazione; pertanto, il foro si radica dove la comunicazione è pervenuta al soggetto idoneo a essere indotto in errore.
- La regola residuale del luogo di residenza dell'imputato (art. 9, comma 2 c.p.p.) non deve essere usata come criterio primario per risolvere conflitti di competenza quando la fattispecie è correttamente tipizzata; può intervenire solo in presenza di evidenti errori formali nell'imputazione.
- La qualificazione della struttura societaria del danneggiato (persona giuridica) richiede l'accertamento – documentale se possibile – di quale sede o ufficio avesse all'epoca i poteri decisionali relativi alla liquidazione del sinistro; tale accertamento è decisivo ai fini della determinazione del foro.
- Decreti interni della Procura Generale o orientamenti amministrativi non possono mutare la regola interpretativa consolidata dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione; la prassi deve conformarsi ai criteri giurisprudenziali di diritto.
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