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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25042/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza del 23/03/2022 che lo ha condannato per lesioni aggravate da futili motivi. Deduce: 1) violazione dell'art. 131‑bis c.p. per mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; 2) violazione degli artt. 152 e 129 c.p.p. per non avere rilevato che la mancata comparizione della persona offesa equivale a remissione della querela; 3) violazione dell'art. 52 d.lgs. n.274/2000 e illegittimità della competenza/pena (assunto che il fatto rientrerebbe nella competenza del giudice di pace); 4) contestazione dell'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 61 n.1 c.p. (futili motivi).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte territoriale sul diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità, considerato il contesto fattuale (aggressione in luogo pubblico, presenza di numerosi giovani, azione collegata ad altri coimputati, movente di rivalità sentimentale) non compatibile con la tenuità. Ha inoltre escluso l'effetto estintivo della remissione della querela perché il reato, aggravato ai sensi dell'art. 61 n.1 c.p., è procedibile d'ufficio (richiami agli artt. 577, 585 c.p. e art. 582 c.p.). Ha confermato la sussistenza dell'aggravante per futili motivi, ritenendo il movente di gelosia/possesso pretestuoso e abnorme. Per legge, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131‑bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità va valutata con riferimento ai criteri di cui all'art. 133 c.p.; tuttavia la mera lieve entità del danno non è determinante se la condotta e le circostanze (azione pubblica, pluralità di autori, contesto) denotano rilevanza penale incompatibile con la tenuità

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per valutare la tenuità dell'offesa: la Corte territoriale può indicare solo gli elementi ritenuti rilevanti; qui tali elementi hanno escluso la tenuità

  • art. 61 n.1 c.p.

    L'aggravante per futili motivi si interpreta comprendendo anche la ragione pretestuosa di rivalità sentimentale/possessiva; la motivazione della Corte ha ritenuto tale movente abnorme e capace di integrare l'aggravante

  • art. 577 c.p.

    Richiamato per il collegamento con l'art. 585 c.p. e le aggravanti; utilizzato nella valutazione della procedibilità

  • art. 585 c.p.

    Richiamato in relazione alla qualificazione del fatto e all'aggravante; la presenza dell'aggravante esclude l'effetto estintivo della remissione della querela

  • art. 582 cod. pen. (comma 2)

    Richiamato per affermare che, nelle ipotesi aggravate richiamate, il reato è procedibile d'ufficio e quindi la remissione della querela non estingue il reato

  • art. 152 cod. proc. pen.

    Norma sulla remissione della querela: la Corte ha rilevato che non opera quando il reato è procedibile d'ufficio a causa delle aggravanti

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione agli effetti della mancata comparizione della persona offesa; la Corte ha escluso che ciò equivalga a remissione efficace quando il reato è procedibile d'ufficio

  • d.lgs. n.274/2000, art. 4

    Richiamato nella contestazione sulla competenza del giudice di pace: la Corte ha escluso l'applicabilità perché il reato, aggravato, non rientra nelle fattispecie di competenza del giudice di pace

  • d.lgs. n.274/2000, art. 52

    Citato dal ricorrente ma la Corte ha ritenuto la censura infondata alla luce dell'aggravazione che modifica la procedibilità e la competenza

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato la sanzione pecuniaria alla cassa delle ammende per la colpa nell'impugnazione

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131‑bis c.p.) non si fonda solo sulla lieve entità del danno: va valutata nel contesto fattuale (modalità, luogo, pluralità di autori, movente) e può essere esclusa se la condotta risulta rilevante sotto il profilo sociale o dimostra gravità morale o intenzionalità
  • La mancata comparizione della persona offesa non equivale automaticamente a remissione della querela con effetto estintivo quando il reato è procedibile d'ufficio a causa di aggravanti: in tali casi la remissione non impedisce l'azione penale
  • L'aggravante per futili motivi (art. 61 n.1 c.p.) comprende moventi di gelosia o possessività pretestuosi e abnormi; la presenza di tale movente, soprattutto se l'azione è collettiva o pubblica, rafforza la configurazione di rilevanza penale e può escludere benefici come la particolare tenuità
  • Nel sindacato di Cassazione sulla valutazione del fatto materiale e delle circostanze, la discrezionalità motivazionale della corte territoriale è assai forte: ricorsi che non superano la valutazione motivazionale sui fatti concreti sono frequentemente dichiarati inammissibili
  • Chi propone ricorso in cassazione deve valutare attentamente la fondatezza formale e sostanziale dei motivi: l'inammissibilità per profili di colpa può comportare, oltre al rigetto, condanna alle spese e sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende

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