Cassazione Civile, Ordinanza n. 09106/2025 del 07/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
I ricorrenti, nella qualità di soci e di ultimo liquidatore di una società in liquidazione, hanno proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania che definiva la controversia a loro sfavore. In sede di legittimità hanno articolato tre motivi, ma la Corte non li esamina nel merito perché rileva e conferma l’improcedibilità del ricorso: nel fascicolo non risultava depositata, entro il termine previsto, la copia autentica della sentenza impugnata con la relativa attestazione di notificazione, adempimento richiesto a pena di improcedibilità dall’art. 369, comma 2, c.p.c. Dopo la proposta di definizione accelerata ex art. 380-bis c.p.c., i ricorrenti hanno depositato opposizione e la copia della sentenza, chiedendo che ciò sanasse la precedente omissione o, in alternativa, la rimessione in termini per errore materiale. La Corte ha ritenuto però che il deposito tardivo non elimini l’improcedibilità e che la richiesta di rimessione in termini fosse priva di allegazioni su una causa non imputabile.
La decisione
La Corte di cassazione ha confermato la proposta di definizione accelerata e ha dichiarato il ricorso improcedibile, senza esaminare nel merito i tre motivi di impugnazione. Ha inoltre condannato la parte ricorrente al pagamento in favore della Cassa delle ammende della somma di 500 euro ai sensi dell’art. 96, comma 4, c.p.c., e ha dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002. Non è stata invece adottata alcuna statuizione sulle spese nei confronti dell’intimata, che non si è costituita.
Norme richiamate
proposta di definizione accelerata
consente la definizione accelerata del ricorso in cassazione; se il ricorso è definito in conformità alla proposta si applicano le conseguenze sanzionatorie previste dal codice.
Insieme col ricorso debbono essere depositati, sempre a pena di improcedibilità
il mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata e degli altri atti prescritti comporta improcedibilità del ricorso; il deposito tardivo non sana la decadenza processuale.
non consente il recupero indiscriminato dell’omissione del deposito della sentenza impugnata quando ciò vanificherebbe la funzione del termine a pena di improcedibilità.
art. 6 CEDU
la sanzione dell’improcedibilità per omesso deposito della sentenza impugnata è ritenuta compatibile con il diritto di accesso al giudice, in quanto persegue un fine legittimo e non realizza un eccessivo formalismo.
nei giudizi definiti in conformità alla proposta accelerata, la parte ricorrente può essere condannata al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
la declaratoria di improcedibilità comporta i presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione, il deposito della copia autentica della sentenza impugnata, con la relata di notificazione quando esistente, è un adempimento essenziale richiesto a pena di improcedibilità: la sua omissione non è sanata dal deposito successivo, salvo ricorrano i presupposti di una rimessione in termini per causa non imputabile debitamente allegata e provata.
- La sanzione dell’improcedibilità ex art. 369, comma 2, c.p.c. è compatibile con l’art. 6 CEDU, perché costituisce una misura prevedibile e proporzionata, finalizzata a garantire il corretto e rapido svolgimento del giudizio di legittimità dopo due gradi di merito.
- La rimessione in termini richiede l’allegazione specifica di un impedimento non imputabile alla parte: una generica richiesta, non sorretta dall’indicazione della causa dell’omissione, non consente di superare l’improcedibilità.
- Nel procedimento di decisione accelerata, la definizione del ricorso in conformità alla proposta può comportare anche una sanzione pecuniaria a carico del ricorrente, oltre agli effetti processuali della declaratoria di improcedibilità.
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