Cassazione Penale, Sentenza n. 21104/2024 del 29/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso impugnava l'ordinanza che aveva confermato la gravità indiziaria e modificato la misura cautelare nei confronti di Sparaco. Le censure riguardavano: (i) la presunta insufficienza e il travisamento delle captazioni/intercettazioni e la mancata produzione di trascrizioni favorevoli, con conseguente inesistenza di un accordo corruttivo alla data indicata (capo 11, artt. 319, 321 c.p.); (ii) l'erronea qualificazione giuridica del fatto come turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.) rispetto a procedure di nomina e concorso per incarichi dirigenziali (capo 11-bis); (iii) l'utilizzabilità degli esiti captativi e dei dati di geolocalizzazione in relazione ai reati di truffa e reati connessi (capo 17 e capo 19), con dedotta inutilizzabilità patologica di intercettazioni e dei dati ad esse connessi; (iv) la mancanza di adeguata motivazione in ordine alle esigenze cautelari e alla attualità del pericolo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo per genericità, ma ha cassato senza rinvio la contestazione relativa al capo 11-bis (art. 353-bis c.p.), ritenendo che la fattispecie di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente non si applica alle procedure concorsuali per la nomina di personale dirigenziale (concorsi/nomine pubbliche). Ha inoltre annullato l'ordinanza impugnata in relazione ai residui capi di imputazione (capo 11, 17, 19) e ha disposto il rinvio al Tribunale di Palermo per un nuovo giudizio su quegli aspetti, dovendosi riesaminare il compendio indiziario alla luce delle criticità relative all'utilizzabilità delle intercettazioni e dei dati di localizzazione quando derivanti da captazioni dichiarate inutilizzabili. In sintesi: annullamento senza rinvio per il capo 11-bis; annullamento con rinvio per gli altri capi per nuovo esame probatorio e motivazionale.
Norme richiamate
La Corte interpreta la norma come riferita alla tutela delle procedure di gara/affidamento per la cessione di beni, opere o servizi: non è applicabile alle procedure concorsuali/nomine per pubblici impieghi o incarichi dirigenziali.
Norma sul turbamento delle liberta' degli incanti; la giurisprudenza esclude la estensione alle procedure concorsuali per l'assunzione di personale, principio richiamato anche per l'art. 353-bis.
Norme sulla corruzione (attive e passive): la Corte ha ritenuto che la valutazione della consistenza degli indizi su tali reati rientri, di regola, nella valutazione di merito, sindacabile in Cassazione solo per manifesta illogicità o carenza motivazionale.
Norma sulla truffa: la Corte ha rilevato carenze motivazionali in ordine alla prova del danno tipico e ha disposto il riesame degli elementi probatori utilizzati.
Regola l'efficacia probatoria delle intercettazioni: se le intercettazioni sono dichiarate inutilizzabili, la loro contenuto e le evidenze da esse derivate perdono efficacia probatoria.
Norma richiamata come procedura di controllo con cui sono state sostituite misure cautelari (contestuale indicazione procedurale della misura adottata).
Richiamato per la competenza del Tribunale di Palermo al nuovo giudizio dopo annullamento con rinvio.
art. 132 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Normativa sulla protezione dei dati: la Corte ha richiamato principi giurisprudenziali secondo cui l'acquisizione non autorizzata di dati di geolocalizzazione/tabulati puo' determinare l'inutilizzabilità della prova.
Massime di principio
- L'art. 353-bis cod. pen. tutela procedure di gara/affidamento di beni, opere o servizi e non si estende alle procedure concorsuali o alle nomine interne per pubblici impieghi; in casi analoghi va valutata la corretta qualificazione giuridica del fatto.
- In Cassazione il sindacato sulla motivazione del giudice del riesame è limitato: non si può chiedere una rivalutazione complessiva delle prove, salvo che emergano motivazioni mancanti, contraddittorie o manifestamente illogiche.
- Se intercettazioni o captazioni sono dichiarate inutilizzabili, anche i dati e le elaborazioni ad esse connesse (es. dati di positioning ottenuti tramite intercettazioni) perdono generalmente efficacia probatoria e non possono costituire base solida per gravi indizi.
- I dati di localizzazione acquisiti con procedure tecniche diverse e lecite (es. positioning eseguito come atto di polizia giudiziaria) possono essere utilizzabili, ma il giudice deve verificare e motivare la provenienza e la liceità di tali dati.
- Nelle impugnazioni cautelari è efficace contestare la qualificazione giuridica del fatto: se il reato contestato non è configurabile per ragioni sistematiche o testuali, l'ordinanza cautelare può essere annullata.
- Difesa: porre attenzione alla tempestiva eccezione di inutilizzabilità in sede di riesame e richiedere esplicita indicazione della provenienza tecnica dei dati di localizzazione quando questi sono usati come prova.
- Amministrativo/dirigenziale: la legittimità di nomine e conferimenti va valutata alla luce della normativa specifica (regolamenti, CCNL, precedenti giurisprudenziali); contestare l'esistenza di elementi che dimostrino un 'patto corruttivo' richiede di mettere in rilievo le date, i poteri decisionali e la documentazione amministrativa.
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