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Cassazione Penale, Ordinanza n. 17099/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la sua responsabilità per rapina aggravata e lesioni aggravate. Con il primo motivo ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità, contestando la valutazione del compendio probatorio e sostenendo che la decisione fosse erronea; il ricorso, sul punto, riproponeva censure già dedotte in appello e ritenute non specifiche. Con il secondo motivo ha lamentato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, censurando la motivazione del diniego. Con il terzo motivo ha chiesto l'applicazione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità ex art. 62, comma primo, n. 4, c.p., ma tale questione era proposta per la prima volta in cassazione e senza indicazioni concrete sul valore dei beni sottratti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo non consentito perché diretto a sollecitare una nuova valutazione del materiale probatorio e perché riproduttivo di doglianze già disattese in appello; ha considerato manifestamente infondato il secondo motivo, rilevando che il diniego delle attenuanti generiche era stato congruamente motivato; ha giudicato inammissibile il terzo motivo perché nuovo in cassazione e privo di specificità, essendo stata l'attenuante del danno di speciale tenuità mai devoluta autonomamente al giudice di appello. Ne è seguita la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 192, comma 3, c.p.p.

    Le dichiarazioni della persona offesa, se ritenute linearmente e pienamente attendibili dal giudice di merito, non richiedono l'osservanza delle regole probatorie dettate per le dichiarazioni rese da concorrenti o complici.

  • art. 62, comma primo, n. 4, c.p.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità deve essere dedotta in modo specifico e con indicazioni concrete sul valore del bene sottratto; non può essere proposta per la prima volta in cassazione.

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una rivalutazione del fatto e del materiale probatorio, né per reiterare censure non specifiche o già disattese in appello.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando mira a una nuova valutazione delle prove, poiché il controllo di legittimità non consente di sostituire la lettura del fatto compiuta dai giudici di merito.
  • Le censure riproduttive di motivi di appello già esaminati e respinti, se non corredate da una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata, sono meramente apparenti e non idonee a fondare un valido motivo di ricorso.
  • La dichiarazione della persona offesa può da sola sorreggere l'affermazione di responsabilità, se ritenuta intrinsecamente attendibile dal giudice di merito; in tale ipotesi non opera il paradigma dell'art. 192, comma 3, c.p.p.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente motivato se il giudice richiama gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti; non è necessario confutare analiticamente ogni elemento favorevole o sfavorevole dedotto dalle parti.
  • L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede una deduzione concreta e specifica dei dati fattuali rilevanti, e la sua mancata devoluzione in appello preclude la proposizione della questione per la prima volta in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapinaLesioni
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioDelitti contro la persona
IstitutiOnere della prova

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