Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29678/2022 del 25/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte di appello di Bologna che confermava condanne per peculato e rimborsi indebitamente ottenuti connessi all'utilizzo di fondi assegnati ai gruppi consiliari regionali. Le censure contestavano: errori di diritto nella qualificazione del fatto come peculato (sostenendo l'assenza di disponibilita giuridica diretta dei singoli consiglieri sui fondi di gruppo), insufficienza o travisamento della prova, violazioni delle regole processuali e richiesta di riconoscimento di attenuanti (tenuita o generica) o della rideterminazione della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Villani e Dragotto, confermando per essi le statuizioni di merito; ha invece accolto i ricorsi di Bazzoni, Pollastri, Bartolini e Lombardi. Per questi quattro giudici la Corte ha ritenuto applicabile il principio affermato nella sentenza Bernardini: la legge regionale Emilia Romagna n. 32/1997 attribuiva la disponibilita giuridica dei fondi ai soli capigruppo, pertanto i singoli consiglieri non potevano essere ritenuti autori del reato di peculato ma le condotte descritte sono più correttamente inquadrabili come truffa aggravata; tali reati, essendo ormai prescritti, si sono estinti. Le confische disposte in sede di merito sono state confermate. Per Villani e Dragotto restano dunque ferme le condanne imposte dalla Corte d'appello; per Bazzoni, Pollastri, Bartolini e Lombardi la condanna per peculato viene affermata non sussistente e i fatti riqualificati in reati estinti per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    La Corte valuta la configurabilità del peculato richiedendo che il pubblico ufficiale abbia la disponibilità giuridica o materiale diretta del denaro; per i capigruppo, alla luce della disciplina regionale, la disponibilità diretta sussiste; per i singoli consiglieri della Regione Emilia Romagna, secondo il principio seguito, la disponibilità giuridica diretta non sussisteva e quindi il peculato non si configura

  • Legge regionale Emilia Romagna n. 32 del 1997

    La disciplina prevedeva che i contributi fossero erogati dall'Ufficio di Presidenza e riscossi dal presidente del gruppo o da persona delegata; l'art. 7 vietava l'utilizzo dei contributi per finanziare organi di partito

    La normativa regionale attribuiva la gestione e la responsabilita dei fondi al solo presidente del gruppo, circostanza decisiva per escludere la disponibilità giuridica diretta dei singoli consiglieri e per differenziare la qualificazione giuridica delle condotte

  • art. 323-bis cod. pen. (attenuante per tenuita del fatto)

    L'attenuante speciale non è limitata al solo danno patrimoniale e richiede una valutazione globale della gravità del fatto comprensiva del danno d'immagine: la Corte di merito ha ritenuto che, nel complesso, non ricorressero i presupposti per riconoscerla

  • art. 62, primo comma, n. 4 cod. pen. (attenuante generica di tenuita)

    Richiesta dai ricorrenti ma ritenuta inammissibile se prospettata per la prima volta in cassazione; inoltre la Corte di merito ha valutato negativamente la rilevanza dell'esiguita del danno ai fini del riconoscimento

  • art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Richieste o questioni non sollevate in appello non possono essere dedotte per la prima volta in cassazione; la Corte ha dichiarato inammissibili talune censure avanzate per la prima volta in questa sede

  • art. 129 cod. proc. pen.

    In presenza di una causa estintiva del reato (prescrizione), prevale la declaratoria di estinzione anche in presenza di altre nullità processuali; la Cassazione ha applicato questo principio per i quattro ricorrenti i cui fatti sono stati riqualificati come truffa ormai prescritta

  • art. 597 cod. proc. pen. (divieto di reformatio in peius)

    La Corte ha osservato che, pur intervenendo riduzioni di pena per proscioglimenti parziali, il divieto di aggravamento non è violato quando la pena complessiva risultante in appello sia inferiore a quella del primo grado

Massime di principio

  • Per integrare il reato di peculato è necessario che l'agente abbia la disponibilità giuridica o materiale diretta del denaro o della cosa; nei casi di organi collegiali o di fondi gestiti da un presidente di gruppo, i singoli componenti potrebbero non avere tale disponibilità e dunque il peculato potrebbe non configurarsi
  • La qualificazione giuridica della condotta (peculato vs. truffa o altro reato) dipende dalla disciplina di gestione dei fondi e dalla concreta sfera di poteri attribuita dalla normativa o dalla prassi: verificare sempre la normativa regionale e le deleghe formali prima di qualificare penalmente la condotta
  • L'onere della prova circa l'estraneità della spesa alle finalità istituzionali grava sull'accusa; tuttavia la prova può essere costruita anche con elementi indiziari convergenti (incompatibilità temporali, presenze documentate altrove, duplicazioni di rimborsi)
  • La valutazione dell'attenuante di particolare tenuità ex art. 323-bis richiede una valutazione complessiva della condotta e non si limita al mero ammontare del danno patrimoniale: danno d'immagine e modalità dell'azione sono rilevanti
  • In sede di cassazione non sono ammissibili questioni e deduzioni non proposte in appello; perciò è essenziale sollevare in primo grado e in appello tutte le questioni di diritto rilevanti
  • Se la condotta è riqualificata in reato diverso e tale reato è prescritto, la condanna verrà estinta per prescrizione; pertanto la tempestività dell'azione penale e i termini di prescrizione sono elementi critici da considerare nelle difese
  • Le confische e le misure patrimoniali possono essere confermate anche se cambia la qualificazione penale del fatto; occorre sempre verificare separatamente la sussistenza o meno di misure di carattere patrimoniale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.