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Cassazione Penale, Ordinanza n. 41109/2025 del 22/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione era proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua responsabilità per truffa aggravata. Con il primo motivo si denunciavano violazione di legge e vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità, sostenendo in sostanza che la valutazione delle prove fosse errata, che vi sarebbe stato un travisamento delle risultanze processuali e che non sarebbero state considerate prove decisive idonee a condurre a un esito assolutorio. Con il secondo motivo si censurava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, lamentando un vizio di motivazione e di legge. La Corte ha ritenuto che le doglianze riproponessero censure già esaminate e disattese in appello, mirassero a sollecitare una rivalutazione del merito preclusa in sede di legittimità, e non individuassero specifici travisamenti o prove decisive non considerate; quanto alle attenuanti generiche, ha reputato corretta la motivazione del diniego fondata sull'assenza di elementi positivamente valorizzabili.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo generico e diretto a contestare la valutazione di merito delle prove, estranea al sindacato di legittimità, osservando inoltre che il quadro probatorio era stato correttamente ritenuto sufficiente e corroborato da riscontri alle dichiarazioni della persona offesa. Ha considerato manifestamente infondato il secondo motivo sulle attenuanti generiche, poiché la Corte territoriale aveva confermato il diniego già motivato in primo grado sulla base dell'assenza di elementi favorevoli, quali contributo partecipativo alla ricostruzione del fatto, richiesta risarcitoria o segni di resipiscenza. Conseguentemente, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate quando manchino elementi positivamente valutabili a favore dell'imputato; il giudice deve motivare il diniego sulla base di dati concreti, come l'assenza di resipiscenza o di contributi collaborativi.

  • art. 606 c.p.p.

    In sede di legittimità non è consentito riproporre una diversa lettura delle prove o una rivalutazione del merito, potendo rilevare solo specifici vizi di motivazione o travisamenti effettivi delle risultanze processuali.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il vizio di travisamento della prova non consente una nuova valutazione del materiale probatorio, ma solo il controllo della coerenza logica della motivazione rispetto ai fatti posti a suo fondamento.
  • La deduzione della mancata assunzione di una prova decisiva è ammissibile in cassazione solo se la prova omessa o non valutata sia idonea a scardinare la struttura portante della decisione impugnata.
  • Non è specifico e quindi non è scrutinabile in cassazione il motivo che si limiti a riprodurre censure già esaminate in appello e a contrapporre una diversa interpretazione delle fonti di prova.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando il giudice valorizzi l'assenza di elementi favorevoli concretamente apprezzabili, come collaborazione, risarcimento o segni di resipiscenza.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, alla condanna alle spese si aggiunge la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende nei limiti stabiliti dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTruffaCircostanze del reato
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioParte generale
SottomaterieTruffa aggravata
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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