Cassazione Penale, Sentenza n. 24401/2024 del 20/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per effetto della rinuncia al ricorso depositata dal difensore il 12 marzo 2024. Di conseguenza non è stata affrontata la questione di merito sulla riconducibilità della somma sequestrata; il provvedimento di sequestro rimane valido e il ricorso non è stato esaminato nei contenuti
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnava l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva rigettato il ricorso contro il decreto del GIP del 3 maggio 2023 che disponeva il sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma di euro 14.000,00. La ricorrente, terza interessata e moglie dell'indagato Marzano Salvatore, deduceva che parte della somma (fino a euro 5.000,00) non era riconducibile all'attività delittuosa ma derivava da entrate lecite percepite fino al 2004 e nel 2007 e da risparmi prelevati da un libretto postale a lei intestato
Norme richiamate
art. 12-sexies D.L. 306/1992 (previsto ora dall'art. 240-bis c.p.)
Norma richiamata come base per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato; il sequestro è stato disposto per la somma di euro 14.000,00 in relazione alla presunta riconducibilità al reato
Gli articoli sono richiamati per indicare i reati di riferimento (tentativo, rapina/violenza e associazione di tipo mafioso): il Tribunale del Riesame aveva ritenuto sussistente il fumus del reato in capo all'indagato Marzano Salvatore, giustificando così il sequestro
art. 591, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.
La disposizione è stata applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione in conseguenza della rinuncia del ricorrente; la rinuncia comporta la perdita del potere della Corte di esaminare il ricorso
Massime di principio
- La rinuncia formale al ricorso in Cassazione determina l'inammissibilità del ricorso ai sensi dell'art. 591 c.p.p. e impedisce che la Corte entri nel merito; prima di rinunciare valutare attentamente le alternative procedurali
- Se si contesta la provenienza di somme sequestrate è necessario produrre prove documentali (estratti conto, libretti postali, documenti fiscali) nelle fasi immediate (GIP, riesame), perché senza documentazione il giudice può ritenere la riconducibilità al reato
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 12-sexies D.L. 306/1992 (oggi art. 240-bis c.p.) può essere disposto sulla base del fumus di reato, in particolare in ipotesi di reati associativi o di tipo mafioso; la parte che reclama la lecita provenienza deve dimostrarla
- Nel caso di somme trovate presso terzi (es. coniuge), è possibile promuovere azione per la restituzione e produrre titoli di proprietà; la semplice allegazione senza prova può risultare insufficiente
- Prima di proporre o rinunciare a impugnazioni in Cassazione, considerare l'opportunità di ricorrere agli strumenti di impugnazione o di opposizione nelle fasi precedenti (opposizione al sequestro, ricorso al riesame, istanza di dissequestro) per preservare la possibilità di ottenere l'esame del merito
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