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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09315/2025 del 06/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Non viene modificata la decisione di merito della Corte d'appello, che resta ferma nell'affermazione di responsabilità per la truffa contestata.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'ordinanza decide sul ricorso proposto avverso la sentenza di appello che aveva confermato la responsabilità dell'imputato per una truffa online. Il ricorrente deduceva, con un primo motivo, l'erroneità dell'affermazione di responsabilità, sostenendo in sostanza di non essere l'autore della frode; con un secondo motivo eccepiva l'incompetenza territoriale del giudice procedente. La Corte di cassazione rileva che entrambi i motivi riproponevano doglianze già esaminate dalla Corte territoriale. Quanto alla competenza territoriale, richiama il principio per cui, nel caso di truffa con profitto conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile, il reato si consuma nel luogo in cui la persona offesa effettua il versamento, perché in quel momento l'agente ottiene la disponibilità immediata della somma e la vittima ne subisce la perdita definitiva. Quanto al merito, la Corte ritiene congrua e logica la motivazione della sentenza impugnata, che aveva individuato l'imputato come autore del fatto valorizzando la titolarità della carta sulla quale era confluito l'importo sottratto fraudolentemente e del telefono utilizzato per le trattative, oltre all'irrilevanza difensiva dell'uso di una SIM intestata a nome di fantasia e del mancato accertamento delle generalità di chi aveva pubblicato l'annuncio, in assenza di elementi concreti contrari.

Norme richiamate

  • art. 640 c.p.

    Richiamato in relazione alla truffa online contestata; la consumazione, quando il profitto è ottenuto mediante accredito su carta ricaricabile, coincide con il versamento della vittima sulla carta.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso, con pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel delitto di truffa, se il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile, il tempo e il luogo di consumazione coincidono con il momento e il luogo del versamento del denaro da parte della persona offesa sulla carta, poiché in quel frangente l'agente ottiene la disponibilità immediata della somma e la vittima ne perde definitivamente la disponibilità.
  • Il motivo di ricorso che si limita a riproporre censure già esaminate e confutate in appello, senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata, non è idoneo a superare il vaglio di ammissibilità in cassazione.
  • Ai fini dell'identificazione dell'autore della truffa online, la motivazione può fondarsi su elementi fattuali convergenti quali la titolarità della carta di destinazione del profitto e del telefono impiegato nelle trattative, mentre circostanze difensive non supportate da dati concreti contrari non sono sufficienti a infirmare la ricostruzione del giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieTruffaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
SottomaterieTruffa online

Testo integrale

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