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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11578/2023 del 20/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione dell'ordinanza del 14-11-2022 del Tribunale del riesame di Roma che, nell'appello cautelare avverso l'ordinanza del GIP del Tribunale di Tivoli, aveva annullato la misura interdittiva solo in relazione al capo 2) e rigettato il resto dell'appello. Il ricorrente contestava: (1) la carenza di motivazione e la insufficienza degli elementi indiziari a fondare la configurabilità del delitto di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) nei confronti suoi e di alcuni coindagati; (2) l'assenza di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione per cui sarebbe stata disposta la misura interdittiva (art. 274 c.p.p.), con particolare riferimento al capo 1) (associazione) e al capo 3) (violazione di sigilli); (3) il mancato esame delle circostanze difensive e il presunto conflitto tra valutazioni del Tribunale in provvedimenti anteriori e la conferma della misura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva dato motivazione adeguata e non manifestamente illogica: le intercettazioni, i sequestri, i prelievi e le perquisizioni dimostravano una attività illecita sistematica e duratura, la struttura societaria coincideva, in misura prevalente, con l'organizzazione delinquenziale e la reiterazione delle condotte e la prosecuzione delle attività anche dopo le indagini giustificavano la sussistenza delle esigenze cautelari. Di conseguenza è stato mantenuto l'esito dell'ordinanza del riesame (annullamento sul capo 2) e rigetto dell'appello sul resto), con conferma della misura interdittiva nei riguardi dei capi rilevanti.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    associazione per delinquere

    La Corte ha ritenuto configurabile, in sede cautelare, l'associazione per delinquere quando sussista una sovrapposizione prevalente tra struttura societaria lecita e organizzazione criminale, con vincolo programmatico e partecipazione consapevole di soggetti chiave

  • artt. 81 cpv., 110, 515, 517-quater cod. pen.

    delitti di frode nell'esercizio del commercio e contraffazione di indicazioni geografiche

    Tali fattispecie costituiscono il contenuto del programma criminoso dedotto; la Corte ha ritenuto che la ripetizione e la sistematicità delle condotte integrino il quadro indiziario

  • art. 349 comma 2 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che la contestazione della violazione dei sigilli, integrata con prove e indizi, contribuisse alla valutazione del pericolo di reiterazione

  • art. 274 cod. proc. pen.

    misure interdittive e esigenza cautelare del pericolo di reiterazione

    Il giudice deve accertare la concretezza e l'attualità del pericolo di reiterazione sulla base di elementi fattuali specifici; nel caso tali elementi (intercettazioni, perquisizioni, sequestri, prosecuzione dell'attività) sono stati ritenuti sufficienti

  • art. 606 comma 1 lettere b) ed e) cod. proc. pen.

    motivi di cassazione: vizio di motivazione e violazione di legge

    La Corte ha valutato che le censure relative a presunta carenza motivazionale erano infondate perché il provvedimento impugnato conteneva un apparato argomentativo logico e congruo

  • art. 23 comma 8 D.L. n. 137 del 2020

    trattamento del ricorso senza discussione orale

    Disposizione procedurale richiamata per il rito di trattazione del ricorso

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    sintesi motivi ai sensi dell'articolo

    Regola la sintesi dei motivi di ricorso; la Corte ha riportato e valutato i tre motivi principali proposti dal ricorrente

Massime di principio

  • La sovrapposizione tra una società commerciale e un'associazione criminale può integrare il reato di associazione per delinquere anche se la coincidenza non è totale: è sufficiente una prevalente convergenza di ruoli, mezzi e programmazione criminale
  • In sede cautelare il giudice può valorizzare intercettazioni, perquisizioni, sequestri e campionamenti ripetuti come indizi idonei a dimostrare la sistematicità e la persistenza di condotte illecite
  • Per disporre misure interdittive basate sul pericolo di reiterazione è richiesta la concretezza e attualità del rischio, desumibile dalla durata, dalla pervicacia e dalla continuità delle condotte illegali nonché dalla prosecuzione delle stesse durante le indagini
  • Il controllo in sede di legittimità riguarda la correttezza logico-argomentativa della motivazione del giudice di merito e non la riconsiderazione in fatto dell'adeguatezza degli elementi probatori; censure meramente di merito sono spesso inammissibili
  • La presenza di attività lecite all'interno di una società non esclude automaticamente la configurabilità di un'associazione criminale se emergono direttive o comportamenti diretti a perseguire sistematicamente fini illeciti

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