Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25764/2023 del 14/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma in appello della responsabilità dell'ente ai sensi del d.lgs. n.231/2001 (capo L.13) relativo a reato presupposto R.26) ascritto al legale rappresentante Mauro Barzetti) e questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 d.lgs. 231/2001 (disciplina della prescrizione dell'illecito amministrativo dell'ente). Critiche sulla utilizzabilità delle sentenze di patteggiamento e sulle risultanze testimoniali; doglianza sulla violazione dei diritti costituzionali e convenzionali per effetto del regime di prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittimo l'utilizzo delle sentenze di applicazione della pena ("patteggiamento") come fonti idonee e assimilabili alla sentenza di condanna ai fini dell'art. 238-bis c.p.p., ha ritenuto congrua la valutazione probatoria del giudice di merito che ha indicato elementi individualizzanti a carico dell'amministratore e il collegamento con l'ente, e ha dichiarato manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell'art. 22 d.lgs. 231/2001, confermando la legittimità del regime speciale di prescrizione (compresa l'interpretazione secondo cui la sospensione prevista dal comma 4 si riferisce al giudizio a carico dell'ente). Ha altresì richiamato l'art. 60 d.lgs.231 quale garanzia che impedisce la contestazione dell'illecito dell'ente se il reato presupposto è già estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 231/2001, art. 22

    Se l'interruzione è avvenuta mediante la contestazione dell'illecito amministrativo dipendente da reato, la prescrizione non corre fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce il giudizio

    La Corte interpreta il comma 4 come riferimento alla sentenza che definisce il giudizio a carico dell'ente (non della sola persona fisica), per cui la prescrizione rimane sospesa fino al giudicato dell'accertamento della responsabilità dell'ente

  • d.lgs. n. 231/2001, art. 60

    Norma di garanzia: impedisce la contestazione dell'illecito amministrativo dell'ente se il reato presupposto è già estinto per prescrizione, limitando il rischio di procedimenti a distanza di molto tempo dal fatto

  • codice di procedura penale, art. 445

    "se non sono applicate pene accessorie, non producono effetti le disposizioni di legge, diverse da quella penale, che equiparano la sentenza prevista dall'art. 444 comma 2 cod. proc. pen. alla sentenza di condanna"

    La sentenza di applicazione della pena (patteggiamento) è comunque idonea ad avere valore di accertamento ai fini dell'art. 238-bis c.p.p.; la modifica normativa citata non ha inciso sull'equiparazione ai fini penali richiamata dalla giurisprudenza

  • codice di procedura penale, art. 444

    La sentenza ex art. 444 (patteggiamento) integra un accertamento penale, perché presuppone la rinuncia dell'imputato a contestare il fatto e la responsabilità, e può quindi produrre effetti nel giudizio a carico dell'ente

  • codice di procedura penale, art. 238-bis

    Richiama la necessità di riscontri che corroborino quanto accertato in sentenza penale irrevocabile; la Corte ha ritenuto presenti riscontri e elementi individualizzanti adeguati per collegare la condotta dell'apicale all'ente

  • Costituzione, art. 3, art. 24, art. 41, art. 111

    La Corte ha ritenuto infondate le censure di incostituzionalità: la diversa disciplina della prescrizione è giustificata dalla natura autonoma dell'illecito amministrativo dell'ente (tertium genus); gli artt. 3, 24, 41 e 111 non risultano violati dalla normativa di cui all'art. 22

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6

    La Corte ritiene compatibile la disciplina 231 con i principi convenzionali: la diversa natura dell'illecito dell'ente giustifica differenze procedurali e di prescrizione senza violare i canoni della "matiere penale" della Corte EDU

Massime di principio

  • Le sentenze di applicazione della pena (patteggiamento) possono essere valorizzate come accertamenti penali irrevocabili ai fini dell'art. 238-bis c.p.p. e, dunque, come elementi utilizzabili per l'accertamento della responsabilità dell'ente ex d.lgs. 231/2001
  • Per affermare la responsabilità dell'ente ex d.lgs. 231/2001 è necessario l'accertamento del reato presupposto e l'esistenza di elementi che colleghino la condotta dell'autore materiale (o apicale) all'ente: la valutazione di tali elementi è rimessa al giudice del merito e in Cassazione non è consentita una riformulazione probatoria
  • La disciplina della prescrizione prevista dall'art. 22 d.lgs. 231/2001 è ritenuta costituzionalmente valida: la responsabilità dell'ente è qualificata come "tertium genus" rispetto al reato penale, giustificando un regime derogatorio della prescrizione
  • Il comma 4 dell'art. 22 sospende la prescrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio dell'ente (non del solo imputato persona fisica), pertanto la prescrizione dell'illecito dell'ente non riparte al passaggio in giudicato di eventuali sentenze penali personali
  • Se il reato presupposto è già estinto per prescrizione prima della contestazione dell'illecito all'ente, l'azione sanzionatoria nei confronti dell'ente non può essere esercitata (art. 60 d.lgs. 231/2001)
  • Le eccezioni di tipo probatorio (es. inidoneità di testimonianze o diversa valutazione delle prove) sono difficilmente accolte in sede di legittimità salvo vizi motivazionali cogenti: il controllo della Cassazione è limitato a vizi di diritto e a incoerenze logiche nella motivazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.