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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36259/2025 del 06/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Reggio Calabria che lo aveva ritenuto responsabile del reato di evasione per essersi allontanato senza autorizzazione dal luogo degli arresti domiciliari. Il primo motivo di ricorso contestava la sussistenza degli elementi costitutivi del reato, ma la Corte di cassazione lo ha ritenuto generico rispetto alla motivazione della sentenza impugnata. Con un ulteriore motivo, il ricorrente ha invocato la non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo in sostanza che la condotta fosse di minima offensività; la Corte ha rilevato che il giudice di merito aveva escluso la tenuità sulla base delle modalità del fatto, della particolare intensità del dolo desunta dall'arbitrarietà dell'allontanamento e dei precedenti, anche specifici, e che tale apprezzamento non era sindacabile in sede di legittimità in assenza di evidenti vizi logici.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondato o comunque generico il motivo relativo alla configurabilità del reato di evasione, osservando che la Corte d'appello si era correttamente uniformata all'orientamento consolidato secondo cui integra il reato qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione, a prescindere da durata, distanza o motivi dell'allontanamento. Ha inoltre ritenuto inammissibile il motivo sull'art. 131-bis c.p., poiché la valutazione di esclusione della particolare tenuità del fatto era sorretta da motivazione congrua e non manifestamente illogica. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Il reato di evasione è integrato da qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione; non rilevano durata, distanza dello spostamento o motivi dell'allontanamento.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto può essere esclusa dal giudice di merito quando le modalità della condotta e l'intensità del dolo, desunta anche da arbitrarietà dell'allontanamento e precedenti specifici, depongano per una non lieve offensività.

  • art. 616 c.p.p.

    Dalla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di evasione dagli arresti domiciliari, qualsiasi allontanamento non autorizzato integra il reato, senza che assumano rilievo la brevità della distanza, la durata della fuga o le ragioni soggettive addotte dall'agente.
  • La deduzione in cassazione di vizi motivazionali deve confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza impugnata; il motivo generico è inammissibile.
  • La valutazione sulla particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. è rimessa al giudice di merito e non è rivalutabile in sede di legittimità se sorretta da motivazione congrua e immune da evidenti illogicità.
  • La presenza di modalità arbitrarie della condotta e di precedenti, anche specifici, può legittimamente fondare l'esclusione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneImpugnazioni
RamiReati stradaliProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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