Cassazione Penale, Sentenza n. 32751/2023 del 27/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso articolato in due motivi: 1) incompetenza territoriale del Tribunale di Torino, per presunta mancata connessione tra i capi di imputazione (in particolare tra il capo A e i capi C/D e tra C e B) e per indicazione del luogo di commissione dei reati in Milano o altro luogo; 2) carenza del fumus commissi delicti rispetto al sequestro preventivo, con la doglianza che le operazioni contestate non avrebbero determinato evasione (confronto tra elementi attivi e passivi avrebbe dato luogo a pagamento di imposte), che alcune valutazioni si riferivano a capi non oggetto di sequestro e che taluni reati richiamati non erano contestati al ricorrente.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Sul profilo della competenza territoriale ha condiviso la valutazione del Tribunale che ha ritenuto connessione tra i capi B e C (stesse fatture emesse da L&D e utilizzate da Formattiva) e, complessivamente, la connessa lettura delle accuse nell'ambito di un unico disegno di "anomala triangolazione". Ha affermato che, per reati tributari di pari gravità, la competenza territoriale per connessione si determina secondo l'art. 16 cod. proc. pen. facendo riferimento al luogo del primo reato e, ai sensi dell'art. 18 d.lgs. 74/2000, al luogo di accertamento (luogo in cui l'Autorità Giudiziaria ha compiuto effettiva valutazione degli elementi). Quanto al fumus, la Corte ha ritenuto che per il sequestro preventivo siano richiesti concreti e persuasivi elementi indiziari (pur inferiori ai gravi indizi richiesti per misure personali) e ha ritenuto sussistenti tali indizi in relazione alla fittizietà, almeno soggettiva, delle fatture e al ruolo apparente della società come mero tramite contabile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Stabilisce che, in caso di reati di pari gravità connessi, la competenza per territorio è del giudice del luogo dove è stato commesso il primo reato; la Corte lo applica per determinare competenza nei reati tributari connessi
art. 18 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Indica che, per i reati tributari, il luogo di commissione si determina secondo i criteri dell'art. 18 del d.lgs. 74/2000 e può essere individuato nel luogo di accertamento; la Corte precisa che il luogo di accertamento è quello in cui l'Autorità Giudiziaria ha compiuto una effettiva valutazione degli elementi probatori
art. 12 cod. proc. pen. comma 1 lett. b) e lett. c)
Richiama le distinzioni fra tipi di connessione: la connessione per continuazione (lett. b) richiede medesimi imputati e reati in continuazione; la connessione teleologica (lett. c) richiede identità tra autori del reato mezzo e del reato fine; la Corte segnala che tali condizioni non si possono presupporre senza valutazione complessiva
Richiamato in riferimento al criterio dei "gravi indizi" per misure personali; la Corte distingue il grado di prova richiesto per il fumus del sequestro preventivo (indizi concreti e persuasivi) dai gravi indizi richiesti per misure personali
artt. 81 e 61 n. 2 cod. pen., art. 2 d.lgs. 74/2000
Norme richiamate nell'incolpazione: artt. del codice penale relativi alla tentativa/partecipazione e circostanze; art. 2 d.lgs. 74/2000 disciplinante il reato di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La Corte non entra nel merito della qualificazione sostanziale ma conferma la sussistenza di indizi in relazione a tali fattispecie
Menziionato nel fascicolo (richiami del ricorrente) ma non contestato al ricorrente; la Corte osserva che non era oggetto di sequestro né di contestazione nel caso specifico
Massime di principio
- In materia di reati tributari connessi, la competenza territoriale segue l'art. 16 c.p.p. e si determina a partire dal luogo del primo reato o, secondo i criteri del d.lgs. 74/2000, dal luogo di accertamento: è decisivo dove l'Autorità ha compiuto l'effettiva valutazione degli elementi probatori, non il luogo di acquisizione dei dati.
- La connessione tra capi di imputazione richiede una valutazione concreta della identità di disegno criminoso o della continuità: la sua esistenza può essere dichiarata ex ante se emergono elementi che collegano le fattispecie, ma la mancata identità può comunque essere dedotta in sede successiva con valutazione complessiva.
- Per il sequestro preventivo (fumus commissi delicti) non è necessario il livello di prova dei gravi indizi richiesti per misure personali, ma sono richiesti elementi concreti e persuasivi, idonei a ricondurre all'indagato la condotta penalmente rilevante; la mera contestazione formale senza indizi concreti è insufficiente.
- Le censure procedurali sulla competenza devono dimostrare che l'effettiva attività di accertamento è stata svolta in un luogo diverso da quello indicato: semplici supposizioni sul luogo di acquisizione dei dati non bastano.
- Eccepire l'assenza di evasione fiscale in fatto (es. che il confronto di elementi avrebbe portato a pagamento di imposte) richiede di affrontare nel merito le risultanze istruttorie; in fase cautelare la valutazione del giudice sul fumus è di ampia discrezionalità purché motivata su elementi indiziari concreti.
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