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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 289/2025 del 03/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale impugnava la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva assolto Mingoia per il reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.), sostenendo che la Corte avrebbe omesso di considerare che la somma di C 10.872,71 rimborsata dalla banca al Mingoia era entrata nel suo patrimonio dopo che, con il contratto di compravendita del 21/07/2017 (art. 4), era già sorto un vincolo di destinazione in favore di Conidi Vincenzo. Ne avrebbe dovuto conseguire che il mancato versamento della somma al Conidi integra lappropriazione indebita; il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per travisamento della prova (art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale. Ha confermato che la somma rimborsata dalla banca era intestata e corrisposta al Mingoia in quanto unico titolare delle polizze; non sussisteva un vincolo di destinazione "originario" al momento del conferimento del denaro, ma solo un obbligo di natura civilistica derivante dal contratto di compravendita (art. 4). Pertanto mancava l'interversione del possesso con vincolo originario richiesta per l'integrazione dell'appropriazione indebita e la condotta poteva al più configurare un illecito civile; ricorso rigettato.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    Norma procedurale richiamata dal ricorrente per censurare violazione di legge e vizio di motivazione (travisamento della prova e omissione). La Corte ha ritenuto infondata la censura.

  • art. 646 c.p.

    Norma sostanziale del reato di appropriazione indebita. La Corte ha richiamato l'interpretazione secondo cui per beni fungibili e denaro è necessario che il bene sia stato conferito ab origine con un vincolo di destinazione affinché la violazione integri il reato; in mancanza, si tratta di obbligo civilistico e non di appropriazione indebita.

  • Giurisprudenza consolidata (Sez. 2, n. 4584 del 25/10/1972 e Sez. 2, n. 49463 del 27/09/2018, Sez. 2, n. 43634 del 23/09/2021)

    Richiami giurisprudenziali che precisano: 1) il denaro può essere oggetto di appropriazione indebita se consegnato con limitazioni d'uso o vincolo di destinazione; 2) per beni fungibili occorre che il vincolo di destinazione sia originario, cioè accompagnare la detenzione dal momento del conferimento; un obbligo contrattuale successivo o distinto non costituisce vincolo originario.

Massime di principio

  • Per configurare appropriazione indebita di denaro è necessario che, al momento del conferimento delle somme, esse siano gravate da un vincolo di destinazione originario che limiti la disponibilità del possessore.
  • Un obbligo di natura civilistica assunto con un contratto distinto (es. clausola che riconosca eventuali rimborsi a terzi) non equivale automaticamente a un vincolo di destinazione originario ai fini penali; la sua violazione rileva normalmente in sede civile.
  • Se la banca o il soggetto che eroga i rimborsi accredita le somme a favore di una persona che è il titolare delle polizze, ciò rappresenta un elemento rilevante per qualificare la somma come patrimonio del percettore al momento del pagamento.
  • In presenza di dubbi interpretativi sulla portata di una clausola contrattuale, l'incertezza può escludere il dolo richiesto per il reato e orientare la controversia verso il risarcimento civile anziché verso la responsabilità penale.
  • In ricorsi per travisamento della prova e omissione (art. 606 c.p.p.) il ricorrente deve dimostrare che la valutazione probatoria sia stata manifestamente illogica o che siano state omesse risultanze decisive; la semplice diversa valutazione del vincolo contrattuale non basta se la giurisprudenza afferma che non costituisce vincolo originario.

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