Cassazione Penale, Sentenza n. 14758/2022 del 15/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in due motivi: (1) vizio di violazione di legge e mancata verifica dell'elemento soggettivo richiesto dall'art. 75 D.lgs. 159/2011, in ragione della circostanza che l'imputato era vicino alla propria abitazione e si trovava sulla strada pochi minuti dopo le 22:00, elemento che secondo la difesa deponeva per un comportamento involontario o da timore; (2) violazione di legge per aver escluso la causa di non punibilità per particolare tenuità prevista dall'art. 131-bis c.p., nonostante la condotta ritenuta poco rilevante e la mancanza di abitualità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo, ha richiamato il consolidato principio che l'art. 75 D.lgs. 159/2011 richiede il dolo generico (consapevolezza dell'obbligo e volontà di non osservarlo) e ha ritenuto che la fuga e il protrarsi dell'allontanamento fino alle ore 2:00 dimostrino volontarietà e non un comportamento involontario. Sul secondo motivo, ha confermato l'esclusione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. in considerazione della gravità complessiva della condotta, della sua durata, e dell'abitualità desumibile da precedenti specifici (violazioni pregresse della sorveglianza speciale e foglio di via), con conseguente condanna del ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
La norma punisce la violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale; secondo la giurisprudenza è sufficiente il dolo generico, cioè la consapevolezza dell'obbligo e la determinata volontà di non osservarlo, indipendentemente dalle finalità soggettive.
Prevede l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto quando la pena massima non supera 5 anni e il fatto, per modalità, esiguità del danno/pericolo e grado di colpevolezza (valutato ai sensi dell'art. 133 c.p.), risulti di particolare tenuità e non abituale. È una causa di esclusione della punibilità che richiede una valutazione complessiva e fattuale.
Fornisce criteri per la valutazione del grado di colpevolezza e degli altri elementi rilevanti nella misura della pena; è richiamato come parametro per apprezzare la particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis.
art. 9 legge n. 1423/1956 (giurisprudenza richiamata)
Giurisprudenza consolidata (richiamata nella sentenza) che afferma come per reati analoghi sia sufficiente il dolo generico: consapevolezza dell'obbligo e volontà cosciente di inadempiere.
Massime di principio
- Per i reati derivanti dalla violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale (art. 75 D.lgs. 159/2011) è sufficiente il dolo generico: il giudice valuta la consapevolezza dell'obbligo e la volontà di non osservarlo; circostanze come fuga prolungata e allontanamento dimostrano volontarietà.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede una valutazione complessiva e fattuale: modalità della condotta, esiguità del danno/pericolo e grado di colpevolezza vanno apprezzati insieme e il comportamento non deve essere abituale.
- La prova di 'assenza di volontà' o di comportamento meramente accidentale deve essere solida (es. breve evento, immediata giustificazione plausibile, assenza di precedenti specifici); episodi di fuga, durata dell'allontanamento e precedenti per violazioni analoghe ostano all'esclusione della punibilità per tenuità.
- In presenza di precedenti specifici o di comportamenti reiterati il giudice potrà escludere l'applicazione dell'art. 131-bis anche quando il fatto sembra inizialmente lieve, per ragioni di abitualità e maggior disvalore concreto.
- In situazioni analoghe la difesa dovrebbe mirare a dimostrare l'assenza dell'elemento volitivo, la brevità e la scarsa offensività dell'evento, e l'assenza di abitudini delittuose pregresse per avere chance concrete di ottenere l'integrazione della causa di non punibilità.
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