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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 786/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Rotondi è stata condannata dal Tribunale di Genova il 28/04/2021 a €2.000,00 di ammenda per violazione dell'art. 90, comma 4, d.lgs. n. 81/2008 (mancata nomina del coordinatore della sicurezza in cantiere, fatto accertato l'11/09/2017). In cassazione ha dedotto violazione di legge e contraddittorietà della motivazione riguardo al mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), sostenendo che al primo sopralluogo era inconsapevole della violazione, che i lavori erano poi stati ultimati e che la valutazione del Tribunale avrebbe penalizzato un comportamento posteriore alla realizzazione del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Ha ritenuto corretta la motivazione del Tribunale che ha escluso la particolare tenuità del fatto perché la ricorrente, dopo la verifica in cantiere, non ha nominato il coordinatore ma ha atteso la convocazione della P.G., fino a conclusione dei lavori. La Corte ha inoltre osservato che l'irrogazione di una pena superiore al minimo edittale implica, anche implicitamente, l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità; e ha chiarito che il riconoscimento di attenuanti generiche non contraddice il diniego della particolare tenuità, essendo i relativi parametri diversi (soggettivi per le attenuanti generiche, oggettivi per l'art. 131-bis).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 81/2008, art. 90, comma 4

    La norma sanziona la mancata adozione delle misure previste per la sicurezza nei cantieri, tra cui la nomina del coordinatore; il fatto contestato è la mancata nomina, accertata in data 11/09/2017.

  • codice penale, art. 131-bis

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede la sussistenza di parametri oggettivi (pena edittale contenuta, modalità della condotta e esiguità del danno). Se la pena è stata determinata in misura superiore al minimo edittale e motivata, ciò può comportare l'esclusione della possibilità di riconoscere la particolare tenuità.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 5, n. 39806 del 24/06/2015, Lembo; Sez. 5, n. 17246 del 19/02/2020)

    La giurisprudenza afferma che una sentenza di condanna con motivazione specifica per una pena superiore al minimo edittale esclude, di regola, la successiva dichiarazione di non punibilità per particolare tenuità e che i parametri per le attenuanti generiche sono diversi e compatibili con il diniego della tenuità.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) va valutata principalmente secondo parametri oggettivi: entità dell'offesa, modalità della condotta e pena edittale applicabile; una pena superiormente motivata al minimo rende improbabile il riconoscimento della tenuità.
  • La consapevolezza o l'ignoranza dell'illecito al momento del primo sopralluogo attengono alla responsabilità soggettiva e non costituiscono di per sé elemento sufficiente per la particolare tenuità del fatto.
  • Il comportamento successivo del responsabile (es. omissione di misure correttive fino alla conclusione dei lavori) può escludere la sussistenza di fatto di particolare tenuità.
  • Il riconoscimento di circostanze attenuanti generiche può coesistere con il diniego della particolare tenuità, poiché le attenuanti valutano profili soggettivi mentre l'art. 131-bis si concentra su elementi oggettivi della fattispecie.
  • L'irrogazione di una pena motivata in misura superiore al minimo edittale costituisce un forte indicatore, anche implicito, dell'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità.

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