Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11779/2025 del 25/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 26/09/2024 con la quale il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta di applicazione della disciplina del reato continuato (art. 81 c.p.) tra le condanne risultanti da due sentenze (n. 1378/2016 e n. 2287/2020). La difesa sostiene che i fatti contestati appartengono al medesimo contesto associativo e che il ricorrente non ha mai cessato di appartenere alla stessa compagine, sicché le condotte sarebbero riconducibili a un unico disegno criminoso.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondata la doglianza, confermando che il giudice dell'esecuzione ha effettuato il corretto esame dei tempi, delle modalità e degli elementi probatori necessari a verificare l'unicità del disegno criminoso. Dalle sentenze di cognizione emerge che le condanne riguardano due diverse associazioni: la seconda organizzazione è sorta nel 2016 dopo che la prima era stata "scompaginata" da operazioni di polizia, arresti, condanne e collaborazioni, per cui non sussiste la programmazione unitaria richiesta per la continuazione. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    La Corte richiama che la continuazione richiede una unitaria programmazione ideativa delle diverse condotte; per accertarla il giudice deve valutare tempi, modalità, omogeneità del bene giuridico tutelato e altri indici (es. vicinanza temporale, modalità concrete, omogeneità dell'offesa). Non sono sufficienti la mera abitualità a delinquere o l'appartenenza ripetuta a contesti criminali diversi senza prova di una programmazione originaria.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Invocato dalla difesa in relazione a presunte violazioni di legge e vizio di motivazione; la Corte ritiene che il giudice dell'esecuzione abbia motivato adeguatamente la valutazione sulla mancata continuazione, conformandosi ai principi applicativi richiamati.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Richiamato quale norma procedurale relativa al rimedio esperito; la Corte ne registra l'impiego nella contestazione ma conclude che non sussistono vizi tali da giustificare il ricorso e quindi ne dispone il rigetto.

Massime di principio

  • La continuazione ex art. 81 c.p. richiede la prova di un "disegno criminoso" unitario: non basta la mera omogeneità dei reati o la permanenza nell'illegalità.
  • Indici rilevanti per valutare la continuazione: ridotta distanza temporale tra i fatti, modalità operative omogenee, omogeneità del bene giuridico offeso, pianificazione/programmazione originaria; non è necessario che la programmazione sia dettagliata, ma deve emergere una deliberazione unitaria di massima.
  • Nel caso di reati associativi e reati-fine, la continuazione è configurabile solo se i reati-fine erano programmati al momento in cui il soggetto si è determinato a entrare nel sodalizio (o in alternativa all'atto di costituzione), non bastando che i reati siano semplicemente riconducibili allo stesso contesto criminale.
  • L'appartenenza a più sodalizi o la coincidenza di alcuni sodali non implica automaticamente la continuazione: occorre un esame puntuale della natura di ciascuna associazione, della loro operatività, continuità e contiguità temporale e programmatica.
  • Se una precedente organizzazione è stata "scompaginata" (arresti, indagini, collaborazioni) e successivamente emerge una nuova compagine, la continuità ideativa tra le condotte è più difficile da provare; chi invoca la continuazione deve fornire elementi concreti che dimostrino la pianificazione unitaria.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.