Cassazione Penale, Sentenza n. 29051/2023 del 05/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 15/12/2022 che aveva rigettato il riesame del decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di cinque immobili. Le ricorrenti deducevano: (1) inesistenza dell'antigiuridicità degli addebiti di appropriazione indebita perche' le operazioni sarebbero ricomprese in una "logica di gruppo" tra cooperative e fondazione e/o furono effettuate con consenso/ratifica e/o si trattava di prestiti restituiti; (2) inesistenza del reato di trasferimento fraudolento di valori per ragioni temporali e di configurazione normativa; (3) inesistenza dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio o, in subordine, erronea identificazione dell'immobile di Tavenna come profitto integrale del reato di riciclaggio.
La decisione
Per Teresa Perrino: ricorso dichiarato inammissibile per difetto di interesse/legittimazione a chiedere il riesame in proprio, essendo ella non proprietaria degli immobili sequestrati e non avendo dimostrato relazione con gli stessi. Per Immacolata Liberatore: ricorso inammissibile con riguardo ai quattro immobili intestati alla fondazione Messere (per mancanza di interesse) ma ammissibile e parzialmente accolto con riguardo all'immobile di Tavenna, viale Regina Margherita n.48, di cui Liberatore e' proprietaria. I primi due motivi (appropriazione indebita e trasferimento fraudolento) non sono stati ritenuti fondati/collocabili nel ricorso ammesso; il terzo motivo e' stato invece ritenuto parzialmente fondato: la Corte ha censurato l'errore del Tribunale di considerare l'intero immobile di Tavenna come profitto del reato di riciclaggio e ha annullato l'ordinanza nella parte riferita a Liberatore, rinviando al Tribunale di merito per individuare in quale misura l'imputata si sia effettivamente avvantaggiata e, quindi, per valutare la confisca proporzionata al vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito.
Norme richiamate
art. 322, comma 1, cod. proc. pen.
Attribuisce la legittimazione astratta a proporre il riesame reale all'imputato, alla persona cui le cose sono state sequestrate e a quella che avrebbe diritto alla loro restituzione; la Corte sottolinea che oltre alla legittimazione deve sussistere un interesse concreto all'impugnazione.
art. 568, commi 3 e 4, cod. proc. pen.
Norme generali sulle impugnazioni che impongono, ai fini di ammissibilità, la sussistenza di un interesse concreto e attuale all'impugnazione; non derogate dalle norme speciali sul riesame dei sequestri.
art. 591, comma 1, lett. a, cod. proc. pen.
Richiamato come norma generale che disciplina l'ammissibilità delle impugnazioni; conferma il principio che chi impugna deve provare l'interesse concreto all'impugnazione.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Consente il ricorso per cassazione solo per violazione di legge; la Corte ricorda che non tutte le critiche motivazionali sono deducibili con questo mezzo.
Prevede la confisca diretta del profitto del reato di riciclaggio; la Corte richiama il principio di proporzionalità secondo cui va confiscato il vantaggio effettivamente conseguito dal riciclatore, non l'intero ammontare delle somme 'ripulite'.
Rilevato nella discussione in rapporto alla normativa sul trasferimento fraudolento di valori; la novella ha esteso la sanzione penale in taluni casi, con rilievo temporale nella valutazione della configurabilità del reato.
art. 61, n. 7 e n. 11 cod. pen.
Aggravanti richiamate nell'imputazione (pluriaggravate) a corredo dei reati di appropriazione indebita.
Massime di principio
- Per impugnare un sequestro preventivo reale il legislatore richiede non solo la legittimazione astratta ma un interesse concreto e attuale all'impugnazione: chi non e' proprietario del bene deve provare una relazione giuridica che renda probabile la restituzione (es. diritto di proprietà, titolarita' attuale, procura o legale rappresentanza esercitata in modo attuale).
- In sede di riesame non e' ammesso decidere sul merito dell'accusa con valutazioni definitive degli indizi: il giudice del riesame compie una valutazione sommaria del fumus del reato, limitata al confronto tra fattispecie concreta e tipologia legale.
- Le eccezioni di carattere fattuale (es. che l'operazione fosse un prestito restituito o che vi sia stata una presunta 'ratifica' interna) sono, in genere, questioni che attengono al merito e difficilmente risultano idonee a fondare un vizio di diritto ammissibile in cassazione per violazione di legge.
- Quanto alla confisca per riciclaggio, la misura diretta puo' colpire soltanto il vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito dall'autore del reato; il giudice del rinvio deve quantificare il profitto reale e applicare il principio di proporzionalità rispetto agli standard eurounitari.
- La novazione normativa (es. d.lgs. 10/03/2018 n.21) ha portata temporale: per reati antecedenti alla modifica occorre valutare la non retroattivita' o i limiti di applicazione della nuova fattispecie.
- Chi impugna deve dedurre e documentare specifici elementi di fatto e diritto che dimostrino l'interesse all'impugnazione (es. titolarita', rapporto contrattuale, procura), pena l'inammissibilita' per difetto di interesse.
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