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Sentenza

Sentenza del 04/10/2023 n. 151 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Savona

IMU - esenzione - art. 7, comma 1, lett. i), d.lgs. n. 504/92 - immobile di proprietà di un Comune - situato in altro comune - utilizzazione - gestione da parte di un terzo - esenzione - spettanza - condizione - modalità di esercizio dell'attività

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Ricorso parzialmente accolto: il giudice ha riconosciuto l'esenzione IMU al Comune di B per il periodo 1° gennaio - 31 maggio 2017 (periodo in cui l'immobile era nella disponibilità esclusiva del Comune e non è stato effettivamente utilizzato in modalità commerciali), mentre ha respinto il resto del ricorso. Spese compensate.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento IMU anno 2017 (importo richiesto €67.079) per unità immobiliari di proprietà del Comune di B site nel territorio del Comune di A; il Comune di B ha chiesto il riconoscimento dell'esenzione IMU (art.7, lett. i) D.Lgs. n.504/1992 e richiamo art.9, comma 8 D.L. 201/2011) per immobile adibito a colonia marina gestita tramite concessione a cooperativa, sostenendo che l'immobile è destinato ad attività assistenziali/ricreative e che la gestione concessa non esclude l'esenzione quando l'attività non abbia modalità commerciali.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.504, art. 7, comma 1, lett. i)

    Prevede esenzione per immobili utilizzati da soggetti elencati nell'art.73 TUIR per attività assistenziali/ricreative ecc.; il requisito comprende soggettivo (soggetto utilizzatore/possessore idoneo) e oggettivo (destinazione a attività esentate svolte con modalità non commerciali).

  • D.L. 201/2011, conv. L.214/2011, art. 9, comma 8

    Riformula/integra l'ambito delle esenzioni IMU: esonera gli immobili posseduti da enti territoriali destinati esclusivamente ai compiti istituzionali e dispone l'applicazione, oltre a ciò, delle esenzioni previste dall'art.7 D.Lgs.504/92 (fra cui la lett.i), consentendo dunque l'applicazione delle lettere di art.7 anche per immobili posseduti da enti locali anche se situati fuori del proprio territorio quando ricorrono i requisiti.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (TUIR), art.73 e art.74

    Art.73 individua gli enti soggetti a IRES (tra cui enti pubblici e privati diversi dalle società), mentre art.74 riguarda lo Stato e gli enti pubblici territoriali; la questione interpretativa riguarda se la lett.i) di art.7 possa essere riferita ai Comuni possidenti di immobili fuori territorio.

  • Regolamento IMU del Comune resistente (art.5)

    Il Regolamento locale richiedeva, per l'applicazione dell'esenzione, che l'immobile fosse esercitato direttamente, materialmente ed esclusivamente dall'ente utilizzatore; il giudice ha valutato tale clausola ma l'ha bilanciata con le norme statali e la concreta disponibilità/uso dell'immobile.

  • Giurisprudenza: Cass. n.25508/2015; Cass. n.8073/2019; CTP Savona sent.122/02/2022 e n.307/01/2022; Cass. ord. 4572/2023

    La Cassazione indica che per l'esenzione occorre utilizzazione diretta o comunque verifica concreta che l'attività esentata non sia svolta con modalità commerciali; le pronunce del giudice di grado precedente (CTP Savona) hanno riconosciuto in casi analoghi l'esenzione anche per immobili di un Comune situati in altro Comune, specie quando atti (donazione, capitolati) e gestione dimostrano finalità pubbliche/non commerciali.

Massime di principio

  • Per riconoscere l'esenzione IMU ai sensi dell'art.7 lett.i) occorrono due requisiti: soggettivo (il possessore rientra fra i soggetti beneficiari) e oggettivo (l'immobile è effettivamente destinato esclusivamente ad attività esentate e tali attività non sono esercitate con modalità commerciali). Entrambi vanno verificati concretamente per il periodo di imposta.
  • L'esenzione richiamata dall'art.9 D.L.201/2011 e dalle lettere di art.7 D.Lgs.504/1992 può trovare applicazione anche quando l'immobile di un ente territoriale è situato in un comune diverso, se ricorrono i requisiti normativi: non è dunque automaticamente esclusa l'esenzione per il solo fatto che il bene sia fuori dal territorio dell'ente proprietario.
  • La gestione affidata a terzi (concessione o appalto) non esclude automaticamente l'esenzione: fondamentale è verificare le clausole contrattuali, le tariffe applicate e la concreta modalità di esercizio per accertare se l'attività abbia carattere commerciale o sia svolta secondo finalità pubbliche/non commerciali.
  • L'accertamento va fatto periodo per periodo: l'esenzione può essere riconosciuta solo per i periodi in cui l'immobile era nella disponibilità esclusiva dell'ente e non è stato utilizzato in modo commerciale (es. lavori che impediscono l'uso da parte del concessionario possono far ricadere l'immobile nella disponibilità dell'ente).
  • Documenti rilevanti a supporto dell'esenzione: atti di donazione con vincoli di destinazione, capitolato di concessione (obblighi di posti riservati, corrispettivi agevolati, standard educativi), delibere e atti organizzativi (custode, personale), e la concreta pratica gestionale e tariffaria; tali elementi influenzano la valutazione della 'modalità commerciale'.
  • In caso di contrasto di norme o lacune apparenti, i giudici possono interpretare le disposizioni (anche richiamando principi costituzionali e finalità pubbliche) per evitare risultati irragionevoli che escludano benefici previsti dal legislatore.

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