Cassazione Penale, Sentenza n. 41245/2024 del 11/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di €11.791,35 sul conto corrente dell'indagato. Il ricorrente contestava la qualificazione della misura come confisca per equivalente sostenendo che le somme erano il frutto della propria attività lavorativa come cameriere (quindi riconducibili alla sua retribuzione) e non provento del reato; affermava inoltre di essere un mero prestanome nell'ambito della Munus s.r.l. e di essere estraneo alle condotte fiscali contestate, chiedendo che la misura fosse qualificata (implicitamente) come confisca diretta o revocata. Il motivo invocava violazione di legge rispetto agli artt. 321, secondo comma, c.p.p. e 12-bis d.lgs. 74/2000.
La decisione
La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso. Ha osservato che il ruolo di legale rappresentante della Munus s.r.l. all'epoca dei fatti contraddice le argomentazioni difensive di estraneità e legittima l'applicazione della confisca per equivalente. La Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità (Sez. U. 26.9.2024, Massini e altri) secondo la quale la confisca diretta delle somme ha natura tale solo se è dimostrato il nesso di derivazione causale tra bene e reato; in mancanza di tale nesso la misura è qualificabile per equivalente. Le deduzioni difensive non hanno fornito elementi "ictu oculi" tali da escludere il fumus del reato o di dimostrare l'impossibilità di esercitare i doveri di controllo tipici dell'amministratore (art. 2392 c.c.). Esito: ricorso dichiarato inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di €3.000,00 a titolo di ammenda.
Norme richiamate
Norma richiamata quale fattispecie di illecito connessa all'omesso versamento mediante compensazione con crediti fiscali fittizi; funzionale a qualificare l'illecito per cui si procede e a legittimare misure reali sugli amministratori responsabili
Riguarda l'emissione di fatture per operazioni inesistenti; la contestazione a terzi società di ricerca ha costituito il presupposto fattuale delle operazioni inesistenti che hanno posto in essere i crediti fittizi
Richiamato nel motivo di ricorso in relazione alla qualificazione della confisca e alle modalità di applicazione della misura reale in materia tributaria
art. 321, secondo comma, c.p.p.
Norma procedurale richiamata dal ricorrente in relazione ai vizi formali del provvedimento di sequestro; la Corte ritiene irrilevanti le doglianze di violazione alla luce del ruolo rivestito dall'indagato e del compendio indiziario
Richiamato per il principio di responsabilità dell'amministratore: l'amministratore deve custodire il patrimonio sociale e impedire danni, e il prestanome che accetta la carica assume i rischi connessi, potendo rispondere anche con dolo eventuale
Giurisprudenza: Sez. U. 26.9.2024 (Massini e altri)
informazione provvisoria n.12/2024
Chiarisce la distinzione tra confisca diretta e confisca per equivalente: la confisca diretta delle somme richiede la prova del nesso causale di derivazione dal reato; in mancanza, la confisca è per equivalente
Massime di principio
- La confisca diretta delle somme di denaro è ammissibile solo se vi è prova del nesso di derivazione causale fra le somme e il reato; in assenza di tale prova la misura applicabile è la confisca per equivalente sul patrimonio del soggetto responsabile
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può colpire somme presenti nel patrimonio personale dell'amministratore quando non siano reperibili o aggredibili i beni costituenti il profitto nella sfera societaria
- Il ruolo formale di legale rappresentante o "prestanome" implica rischi di responsabilità: chi accetta la carica deve dimostrare, con elementi chiari e immediatamente percepibili (ictu oculi), di essere totalmente privo di poteri di gestione per escludere la responsabilità
- In sede di misure cautelari reali il giudice effettua una valutazione sommaria del fumus del reato su tutti gli elementi della fattispecie; censure difensive generiche sulla natura delle somme (es. retribuzione) richiedono elementi probatori concreti per incidere sulla misura
- L'onere di prova del nesso causale per qualificare una confisca come diretta grava su chi sostiene tale qualificazione; la sola natura del bene (denaro su conto) non basta a determinarne la natura diretta
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