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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12170/2023 del 23/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Palermo che confermava la condanna per il reato di cui all'art. 640 c.p. Il ricorrente deduce: 1) improcedibilità per tardività della querela (querela depositata il 13/08/2015, oltre il termine di tre mesi dal tempus commissi delicti indicato in imputazione 12/05/2015); 2) vizio di motivazione e travisamento della prova, in particolare critica della valutazione delle dichiarazioni della persona offesa e della mancata verifica della loro attendibilità soggettiva/oggettiva; 3) violazione in relazione all'art. 62-bis c.p. per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche nonostante gli elementi positivi prodotti dalla difesa.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di cassazione ha rigettato i tre motivi: 1) ha ritenuto tempestiva la querela perché il dies a quo decorre dal momento in cui la parte lesa ha acquisito piena conoscenza della rilevanza penale del fatto e il tempo necessario per accertamenti utili interrompe il decorso del termine solo per il periodo strettamente necessario; 2) ha considerato la motivazione dei giudici di merito adeguata e coerente, con valutazione dell'attendibilità della persona offesa effettuata anche alla luce di documenti probatori (estratti conto, bonifici, assegni), per cui il vizio di travisamento della prova è infondato; 3) ha confermato il diniego delle attenuanti generiche in ragione della gravità del danno e del movente di lucro illecito; è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    Norma incriminatrice del reato contestato (frode). La sentenza conferma la condanna per tale reato sulla base degli elementi probatori valutati in sede di merito.

  • art. 124 cod. pen.

    Regola sul termine di presentazione della querela (tre mesi): la Corte interpreta il dies a quo come il momento in cui la vittima ha piena conoscenza della illiceità penale del fatto; il tempo necessario per accertamenti utili sospende il decorso ma solo per il periodo strettamente necessario e non per mera inerzia.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disciplina delle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti in presenza di grave danno alla vittima e di movente di lucro illecito, ritenendo adeguata la motivazione dei giudici di merito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente l'irrogazione di ammende in caso di ricorso manifestamente infondato o per i profili di colpa nella determinazione delle cause di inammissibilità: applicata per disporre il pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

  • D.L. 137/2020, art. 23, comma 8

    Disposizione richiamata come base per il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto davanti alla Corte.

Massime di principio

  • La decorrenza del termine per la querela (termine breve) inizia quando la persona offesa ha 'piena conoscenza' della rilevanza penale del fatto; gli accertamenti necessari possono differire il dies a quo ma solo per il tempo strettamente necessario e non per mera inerzia.
  • La valutazione dell'attendibilità della persona offesa e della prova testimoniale è questione di fatto e difficilmente sindacabile in sede di legittimità, salvo motivazione manifestamente contraddittoria o basata su congetture non verificabili.
  • Le dichiarazioni della parte offesa, se corroborate da documentazione oggettiva (estratti conto, bonifici, assegni), possono costituire base sufficiente per la condanna; il giudice di merito deve però mostrare il vaglio critico compiuto.
  • Per il riconoscimento o il diniego delle circostanze attenuanti generiche il giudice non è tenuto a menzionare ogni elemento favorevole; è sufficiente che individui e motivi gli elementi decisivi e dia conto delle considerazioni rilevanti sollevate dalla difesa.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese, maggiorazioni e ammende (Cassa delle ammende) quando emergano profili di colpa nella proposizione del ricorso.
  • In casi simili, chi intenda eccepire tardività della querela dovrà dimostrare che la parte offesa aveva piena conoscenza del fatto entro il termine di legge e che non si sono resi necessari accertamenti pertinenti al rinvio del dies a quo.

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