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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29160/2025 del 06/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i motivi aspecifici perché privi di confronto con la motivazione della sentenza d'appello e sostanzialmente reiterativi delle stesse doglianze già esaminate e respinte. Per effetto dell'inammissibilità ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Milano per un tentato furto aggravato in concorso, commesso nel 2018 con recidiva reiterata specifica e infraquinquennale. I motivi erano due: con il primo denunciava vizio di motivazione e violazione di legge per il diniego dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, richiamando gli artt. 62, n. 4, e 133 c.p.; con il secondo deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per l'erroneo riconoscimento della recidiva qualificata ex art. 99, comma 4, c.p. La Corte ha rilevato che entrambe le censure erano meramente riproduttive di questioni già dedotte in appello e già puntualmente disattese con motivazione adeguata, senza alcuna autonoma confutazione delle ragioni della decisione impugnata. Quanto alla speciale tenuità del danno, la Corte territoriale aveva valorizzato legittimamente anche il danno potenziale derivante dalla forzatura del distributore automatico; quanto alla recidiva, aveva evidenziato una serie ininterrotta di condanne dal 2011 al 2024 per reati eterogenei, tra cui reati contro il patrimonio, stupefacenti, lesioni, danneggiamento, rapina e contravvenzioni al foglio di via obbligatorio.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    richiamato quale norma sul concorso di persone nel reato contestato

  • art. 56 c.p.

    richiamato quale norma sul tentativo, nel titolo di reato contestato

  • art. 624 c.p.

    richiamato quale norma base del furto contestato

  • art. 625 nn. 2 e 7 c.p.

    richiamato quale norma sulle aggravanti del furto contestato

  • art. 62, n. 4, c.p.

    richiamato in relazione alla richiesta attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità

  • art. 133 c.p.

    richiamato quale criterio di commisurazione della pena e di valutazione dell'entità del danno

  • art. 99, comma 4, c.p.

    richiamato in relazione al riconoscimento della recidiva qualificata

  • art. 591, comma 1, lett. c), c.p.p.

    richiamato come base normativa dell'inammissibilità del ricorso per aspecificità del motivo

  • art. 615 c.p.p.

    non citato

  • Corte cost. n. 186/2000

    richiamata per affermare che, in caso di inammissibilità, non sussistono ragioni di esonero dalla sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • È inammissibile per aspecificità il ricorso per cassazione che si limiti a riprodurre censure già dedotte in appello e già esaminate e disattese dal giudice di merito, senza confrontarsi in modo autonomo e argomentato con la motivazione impugnata.
  • La specificità del motivo di ricorso richiede una correlazione effettiva con le ragioni poste a fondamento della decisione impugnata; la mera reiterazione di questioni già respinte integra difetto di specificità rilevante ai sensi dell'art. 591 c.p.p.
  • In materia di attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, il giudice può valorizzare non solo il danno effettivamente prodotto, ma anche il danno potenziale collegato alla condotta contestata, ove ciò sia coerente con la valutazione complessiva ex art. 133 c.p.
  • Ai fini della recidiva qualificata, può assumere rilievo la continuità e pluralità dei precedenti penali, specie se riferiti a un arco temporale ampio e a reati di diversa natura, come indice di persistente capacità delinquenziale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurtoCircostanze del reato
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioParte generale
IstitutiRecidiva

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