Sentenza n. 576/2026 - Genova, Sezione 2
per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 16.5.2025, n. 524.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 16 maggio 2025, n. 524, relativa all'attribuzione della carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno agito per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 16 maggio 2025, n. 524, che aveva condannato il Ministero ad assegnare la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ciascun anno scolastico, per le annualità indicate per ciascun ricorrente, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi legali. Il Ministero si è costituito senza formulare contestazioni nel merito. I ricorrenti hanno dedotto l'inottemperanza al giudicato e hanno chiesto l'adozione delle misure necessarie per conseguirne l'esecuzione, decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando l'assenza di contestazioni sostanziali da parte dell'amministrazione e l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Genova entro 60 giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l'emissione della carta del docente intestata ai ricorrenti e l'accredito delle somme corrispondenti alle annualità dovute. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della competente Direzione generale del Ministero, assegnandogli un termine successivo di 30 giorni per provvedere in sostituzione dell'amministrazione. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
Il giudizio di ottemperanza è lo strumento per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla pronuncia giurisdizionale.
art. 14 d.l. n. 669/1996, conv. dalla l. n. 30/1997
L'esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni è subordinata al decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo; decorso inutilmente tale termine, il giudice può ordinare l'esecuzione del giudicato.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza promosso per l'esecuzione di una condanna pecuniaria o di una specifica prestazione a carico di un'amministrazione, l'inutile decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione dei titoli esecutivi nei confronti della pubblica amministrazione consente al giudice di ordinare all'amministrazione l'adempimento entro un termine perentorio.
- Quando l'amministrazione non contesta nel merito l'inottemperanza e il giudicato contiene un comando sufficientemente determinato, il giudice dell'ottemperanza può prescrivere direttamente le modalità esecutive necessarie a dare concreta attuazione alla decisione.
- In caso di persistente inottemperanza dopo il termine assegnato all'amministrazione, il giudice può nominare un commissario ad acta, individuato nell'organo amministrativo competente, con il compito di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro un termine ulteriore.
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