Cassazione Penale, Sentenza n. 35836/2024 del 24/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che ha dichiarato inammissibile la richiesta di detenzione domiciliare e ha rigettato l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale. Il ricorrente, condannato per rapina aggravata (pena residua fino al 22/03/2026), ha dedotto violazione di legge (art. 4-bis e art. 47 legge 26 luglio 1975, n. 354) e illogicità della motivazione: il Tribunale avrebbe basato il rigetto unicamente sulla presunta mancata ammissione della responsabilità, senza considerare che la relazione dell'equipe trattamentale segnala difficoltà di ricostruzione dei fatti dovute all'incomprensione della lingua italiana; inoltre l'equipe si sarebbe avvalsa, per l'interpretazione, del coimputato Uddin Abbas (con possibile violazione dell'art. 144 c.p.p.). Il ricorrente ha evidenziato anche elementi positivi non valutati (residenza in Italia da 12 anni, assenza di legami con consorterie criminali, pregressa attività lavorativa stabile e domicilio stabile).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia espresso una motivazione adeguata, fondata su valutazione prognostica degli esiti del trattamento individualizzato e sull'osservazione scientifica della personalità, segnalando carenze nel percorso rieducativo, assenza di rivisitazione critica del vissuto deviante e commissione recente di reato grave. La Corte ha inoltre affermato che il diritto all'interprete per il detenuto alloglotta richiede una preventiva e tempestiva richiesta all'autorità; nel caso non risulta tale richiesta e dunque la presunta difficoltà linguistica non è idonea a invalidare il provvedimento. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e) cod. proc. pen.
Motivi di cassazione invocati dal ricorrente per vizio di motivazione e violazione di legge; la Corte ricorda l'ambito e i limiti dell'impugnazione per cassazione rispetto a questioni di fatto e di valutazione prognostica
art. 4-bis legge 26 luglio 1975, n. 354
Norma richiamata dal ricorrente (riguarda regimi di trattamento per specifiche fattispecie) ma la Corte non ha rilevato violazioni applicative nel caso concreto
art. 47 legge 26 luglio 1975, n. 354 (art. 47 Ord. pen.)
Norma che disciplina le misure alternative (affidamento in prova); la Corte richiede che il giudice di sorveglianza fondi il rifiuto su una valutazione prognostica motivata sui risultati del trattamento individualizzato
Norma che disciplina incompatibilità e modalità di assistenza/interpretazione; il ricorrente denunciava uso di un coimputato come interprete, ma la Corte ha rilevato che il diritto all'interprete presuppone una richiesta preventiva dell'interessato
Principio giurisprudenziale (Sez. 1, n. 34866 del 12/05/2021, Azarbouz Muhammad Bilal)
La Corte richiama il principio secondo cui il diritto del condannato alloglotta all'interprete o alla traduzione degli atti è funzionale alle comunicazioni con il difensore e richiede che l'interessato formuli apposita richiesta al giudice dell'esecuzione; regola mutuabile al procedimento di sorveglianza
Giurisprudenza richiamata sulla valutazione prognostica (es. Sez. 1, n. 2207/1992; Sez. 1, n. 6680/2000; Sez. 1, n. 4483/1993)
Principi consolidati: il giudice di sorveglianza ha ampia discrezionalità ma deve motivare puntualmente sulla base dell'esame scientifico della personalità e dei risultati trattamentali; i precedenti e le informazioni di polizia non possono da soli giustificare un giudizio prognostico negativo
Massime di principio
- Il giudice di sorveglianza esercita ampia discrezionalità nel concedere misure alternative, ma deve motivare specificamente la decisione con riferimento ai risultati del trattamento individualizzato e all'osservazione scientifica della personalità.
- I precedenti penali e le informative di polizia non possono, da soli, determinare un rifiuto delle misure alternative: occorre un'analisi approfondita dei progressi intramurari e del percorso trattamentale.
- La mancata ammissione di responsabilità può giustificare un giudizio negativo solo se risulta chiaramente dagli atti e dalla valutazione trattamentale; difficoltà comunicative dovute a lingua non possono essere automaticamente interpretate come rifiuto di responsabilità.
- Il diritto dell'alloglotto all'interprete o alla traduzione è subordinato alla tempestiva e specifica richiesta dell'interessato all'autorità competente; l'assenza di tale richiesta può indebolire contestazioni fondate su inadempienze comunicative.
- In casi di sospetta nullità o vizi procedurali collegati all'uso di interpreti non qualificati è necessario dimostrare tempestivamente l'evento e il suo impatto sulla formazione del giudizio trattamentale; deduzioni meramente assertive difficilmente rovesciano un provvedimento motivato.
- Per migliorare le probabilità di successo in istanze per misure alternative, è utile documentare elementi positivi di reinserimento (stabilità residenziale, lavoro precedente, assenza di relazioni associative criminali) e chiedere formalmente assistenza linguistica quando necessaria.
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