Cassazione Penale, Sentenza n. 45216/2024 del 09/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza positivo ex art. 28 c.p.p. relativo a due fatti contestati come truffa militare (art. 234 cod. pen. mil. pace) commessi a Taranto nel 2022 a carico di Barone Vincenzo Moreno. Sullo stesso fatto era pendente procedimento davanti al Tribunale ordinario di Taranto per truffa aggravata (art. 640, comma 2, n.1 c.p.) e i reati connessi indicati nei capi b) (art.81 - 482 in relazione all'art.477 c.p.) e c) (art.81 c.p. e art.59 d.lgs. n.81/2008 in relazione all'art.20, comma 2 d.lgs. n.81/2008). Il G.U.P. militare sosteneva la specialità del reato militare e l'inapplicabilità della connessione di cui all'art.13, comma 2 c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato la giurisdizione del Tribunale ordinario di Taranto. Ha ritenuto applicabile il criterio di gravità previsto dall'art.16, comma 3 c.p.p. (richiamato dall'art.13, comma 2 c.p.p.): i reati militari e comuni in confronto hanno la stessa misura massima della pena detentiva (reclusione fino a 5 anni), ma il reato comune di truffa aggravata prevede altresì una pena pecuniaria, che secondo il criterio subordinato rende il reato comune "più grave". Conseguentemente l'attrazione nella giurisdizione ordinaria opera e la competenza per tutti i reati (inclusi i capi b) e c)) spetta al Tribunale di Taranto; la Corte dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Taranto.
Norme richiamate
Fondamento normativo per il conflitto positivo di giurisdizione; invocato per segnalare la stasi procedimentale dovuta alla cognizione contemporanea del medesimo fatto da giudici diversi.
Attribuisce alla Corte la funzione di decidere il conflitto di giurisdizione per superare la stasi del procedimento.
art. 13, comma 2 cod. proc. pen.
Stabilisce che, in caso di connessione fra reati comuni e militari, l'attrazione nella giurisdizione ordinaria opera solo quando il reato comune è più grave di quello militare, secondo i criteri dell'art.16, comma 3.
art. 16, comma 3 cod. proc. pen.
Fissa i criteri per determinare la gravità comparata dei reati: prevale la pena più elevata nel massimo; in caso di parità, prevale la pena più elevata nel minimo; le pene pecuniarie entrano in considerazione solo se le pene detentive sono pari.
Regola il reato di truffa militare con pena della reclusione militare da uno a cinque anni; applicata come reato militare in confronto con il reato comune.
art. 640, comma 2, n.1 cod. pen.
Reato di truffa aggravata (commesso a Taranto fino al 30.1.2022) con pena della reclusione da uno a cinque anni e multa da 309 a 1549 euro; la presenza della pena pecuniaria lo rende più grave ai sensi dell'art.16, comma 3.
Reati connessi che seguono la competenza della giurisdizione individuata per il reato più grave (attrazione della connessione verso il giudice ordinario).
Cass. Sez. 1, n. 50012 del 01/12/2009 (Mollicone, Rv.245981)
Giurisprudenza richiamata a chiarire che l'attrazione verso la giurisdizione ordinaria opera soltanto se il reato comune è più grave; in caso contrario, rimangono separate le sfere di competenza ordinaria e militare.
Massime di principio
- Quando è contestata la stessa condotta in ambito militare e ordinario, applicare sequenzialmente i criteri dell'art.16, comma 3 c.p.p.: confrontare prima la pena massima, poi (se necessario) la pena minima; considerare le sanzioni pecuniarie soltanto se le pene detentive risultano pari.
- La specialità del reato militare non prevale automaticamente: se il reato comune risulta più grave secondo i criteri normativi, l'attrazione per connessione opera e la competenza va al giudice ordinario anche per i reati militari connessi.
- Verificare la disciplina sanzionatoria vigente alla data del fatto (es. variazioni normative che incidono su massimi/minimi o su sanzioni pecuniarie), perché può cambiare l'esito del confronto di gravità.
- In presenza di procedimenti pendenti davanti a giudici diversi per lo stesso fatto, si determina una stasi che può essere risolta solo con la pronuncia della Corte (art.32 c.p.p.), la quale deciderà la competente giurisdizione e ordinerà la trasmissione degli atti.
- Per casi analoghi, accertare sempre se i reati connessi seguono la sorte del reato più grave: l'attrazione per connessione estende la competenza a tutti i reati connessi quando sussistono i presupposti di gravità a favore del giudice ordinario.
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