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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13690/2022 del 11/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Gip del Tribunale di Pisa del 02/02/2021 che non aveva convalidato l'arresto in flagranza di Boufares, sostenendo che il giudice aveva confuso e sovrapposto i criteri della convalida con quelli del giudizio di gravità indiziaria e aveva compiuto valutazioni di merito illogiche e apodittiche, valorizzando la versione dell'arrestato circa l'assenza della finalità di spaccio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che la convalida dell'arresto debba limitarsi a una verifica di ragionevolezza sull'operato della polizia giudiziaria in relazione allo stato di flagranza e all'ipotesi di reato richiamata, senza entrare nella valutazione della gravità indiziaria o della responsabilità (valutazioni di merito) riservate alle fasi successive. Il Gip aveva invece effettuato una valutazione di merito accogliendo la versione dell'indagato e negando la finalità di spaccio; perciò il provvedimento è stato annullato senza rinvio perché la fase di convalida era definitivamente esaurita e, per tabulas, risultava legittimo l'operato della polizia giudiziaria.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990, art. 73 comma 5

    Norma sostanziale relativa al reato contestato (detenzione/traffico di sostanze stupefacenti); contestazione che ha giustificato l'arresto in flagranza.

  • Codice di procedura penale, art. 386 comma 3

    Richiamato come termine processuale di riferimento nella verifica della correttezza temporale degli atti relativi alla convalida dell'arresto.

  • Codice di procedura penale, art. 390 comma 1

    Richiamato relativamente ai termini della custodia e delle formalità da rispettare nella fase di convalida dell'arresto.

  • Codice di procedura penale, artt. 380 e 381

    Artt. che individuano i reati per i quali è prevista la possibilità di arresto in flagranza; la convalida richiede la verificabilità, in termini di ragionevolezza, che si tratti di reati richiamati da tali disposizioni.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, n. 48471/2013; Sez. 6, n. 21172/2007)

    Riferimenti forniti nella motivazione

    Consolidato principio che il giudice della convalida deve limitarsi a un controllo di ragionevolezza dell'operato di polizia giudiziaria e non può svolgere valutazioni di gravità indiziaria o di responsabilità, che appartengono alla fase cautelare o al merito.

Massime di principio

  • La convalida dell'arresto in flagranza ha natura limitata: il giudice verifica solo la legittimità formale e la ragionevolezza dell'intervento della polizia giudiziaria alla luce dello stato di flagranza, senza esaminare la gravità indiziaria.
  • Non è consentito al giudice della convalida svolgere valutazioni di merito o accertare l'idoneità probatoria degli elementi raccolti; tali valutazioni sono riservate alle fasi successive (misure cautelari e giudizio di merito).
  • Se il giudice della convalida entra in una valutazione di merito e rigetta la convalida sulla base di considerazioni sulla colpevolezza o sull'assenza della fattispecie, la decisione è annullabile, e la Cassazione può annullare senza rinvio quando la convalida sia definitivamente esaurita e dagli atti risulti per tabulas la legittimità dell'arresto.
  • Nel controllo sulla convalida è sufficiente prendere in considerazione il quadro fattuale e documentale disponibile al momento dell'arresto; spiegazioni dell'arrestato che richiedono approfondimenti probatori non devono essere trasformate dal giudice della convalida in elementi idonei a escludere l'arresto.

Testo integrale

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