Cassazione Penale, Sentenza n. 20678/2023 del 16/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza che dichiarava inammissibile la sua istanza di sospensione dell'ordine di demolizione di un manufatto abusivo. Ha censurato l'ordinanza per violazione degli artt. 665, 666, 678, comma 1, c.p.p. sostenendo che il provvedimento fosse stato emesso "de plano" senza udienza camerale, e per difetto di motivazione poiché il giudice non avrebbe verificato la concretezza della procedura amministrativa di sanatoria (istanza comunale del 28/05/2020) e il ricorso pendente al T.A.R. avverso l'ordinanza comunale di ripristino del 02/05/2007.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per genericità e manifesta infondatezza. Ha rilevato che l'ordinanza impugnata era stata adottata dopo udienza camerale (20/04/2022) e non "de plano". Sul merito della sospensione, la Corte ha richiamato il principio consolidato secondo cui l'ordine di demolizione può essere revocato solo se esiste un atto amministrativo incompatibile o che abbia sanato l'opera; la sospensione in presenza di una istanza di sanatoria posteriore al giudicato richiede elementi che rendano plausibilmente prossima l'adozione del provvedimento amministrativo di accoglimento. Nel caso di specie la procedura amministrativa era datata e non aveva prodotto esiti apprezzabili, la ricorrente non ha fornito elementi concreti che rendessero probabile un'imminente sanatoria né ha dimostrato di aver impugnato il silenzio-rifiuto amministrativo davanti al giudice amministrativo. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 31, comma 9
Riferimento alla norma che legittima l'ordine di demolizione per abusi edilizi; usata come fondamento normativo dell'ordine di demolizione impugnato.
Codice di procedura penale, artt. 665, 666, 678, comma 1
Richiamati dalla ricorrente per contestare modalità procedurali dell'ordinanza (presunta emissione de plano e difetto di udienza); la Corte ha invece verificato che l'ordinanza era adottata dopo udienza camerale.
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 36, comma 3
Interpretato nel senso che, se il dirigente comunale non si pronuncia entro 60 giorni su una istanza di sanatoria, il silenzio opera come silenzio-rifiuto e l'interessato ha l'onere di impugnare tale silenzio davanti al giudice amministrativo.
Codice di procedura penale, art. 616
Base normativa per l'onere, a carico della parte che propone ricorso inammissibile, del pagamento delle spese e del versamento alla cassa delle ammende; applicata per disporre il pagamento di Euro 3.000,00.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 47402 del 21/10/2014, Chisci e altri)
Principio secondo cui l'ordine di demolizione può essere revocato solo se incompatibile con atti amministrativi che abbiano mutato la destinazione o sanato l'abusività; il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità e la sussistenza dei presupposti dell'atto amministrativo.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 9145 del 01/07/2015, Manna; Sez. 3, n. 47263 del 25/09/2014, Russo)
Affermano che la sospensione dell'esecuzione, a seguito di istanza di sanatoria presentata dopo il giudicato, richiede elementi che rendano plausibilmente prossima l'adozione del provvedimento amministrativo di accoglimento.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 15427 del 31/03/2016, Cavallo; Sez. 3, n. 36902 del 13/05/2015, Milito)
Richiamate in relazione agli effetti del silenzio amministrativo e all'onere del ricorrente di impugnare il silenzio-rifiuto davanti al giudice amministrativo.
Massime di principio
- La sospensione dell'ordine di demolizione per abuso edilizio richiede più di una semplice istanza di sanatoria: è necessario documentare elementi concreti che rendano plausibilmente prossima l'adozione dell'atto amministrativo di accoglimento.
- Se l'amministrazione non decide entro 60 giorni l'istanza di sanatoria, opera il silenzio-rifiuto ai sensi dell'art. 36, comma 3, DPR 380/2001, e il richiedente deve impugnare tale silenzio davanti al giudice amministrativo per ottenere tutela.
- Nei ricorsi per cassazione è necessario motivare in modo specifico e non generico: censure vaghe o assenza di elementi probatori concreti portano all'inammissibilità per genericità o manifesta infondatezza.
- Il giudice dell'esecuzione può revocare o sospendere l'ordine di demolizione solo se esiste un atto amministrativo efficace e legittimo che renda l'ordine incompatibile; in ogni caso il giudice deve verificare la legittimità formale e sostanziale dell'atto amministrativo.
- Prima di allegare l'esistenza di una procedura amministrativa come motivo per sospendere l'esecuzione, è opportuno dimostrare l'effettiva tempestività e l'esito plausibile della procedura (adempimenti, eventuale impugnazione del silenzio-rifiuto, tempistiche realistiche).
- Le contestazioni formali sull'iter processuale (ad es. emissione "de plano") possono essere facilmente verificate dagli atti: accertare l'effettiva presenza o assenza di udienza camerale negli atti processuali è una verifica elementare che il giudice di legittimità esegue d'ufficio.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 16 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 20665/2023 del 16/05/2023
- Sentenza penale · 16 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 20666/2023 del 16/05/2023
- Sentenza penale · 16 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 20667/2023 del 16/05/2023
- Sentenza penale · 16 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 20671/2023 del 16/05/2023
- Sentenza penale · 16 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 20672/2023 del 16/05/2023
- Sentenza penale · 16 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 20673/2023 del 16/05/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →