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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26598/2022 del 11/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduceva l'illegittima utilizzazione di un atto irripetibile: la Corte d'appello avrebbe richiamato il contenuto di dichiarazioni rese dal teste di P.G. nel verbale di perquisizione, dichiarazioni ritenute inutilizzabili, e su tale elemento avrebbe fondato il riconoscimento dell'aggravante prevista dall'art. 186, commi 2 e 2-bis, C.d.S.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché ha rilevato l'estinzione del reato per prescrizione. Ha ritenuto che il motivo del ricorso non fosse manifestamente infondato (a causa di indirizzi giurisprudenziali contrastanti) e, ai sensi dell'art. 129 c.p.p., ha constatato che il termine massimo di prescrizione di 5 anni era decorso (scadenza 24/10/2021) e non risultavano cause estintive o interruttive. Di conseguenza la condanna è stata annullata per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 186, commi 2 e 2-bis, Codice della Strada

    Norma contestata come fonte della responsabilità e dell'aggravante; la Corte d'appello aveva ritenuto provata la circostanza aggravante richiamando dichiarazioni contenute in un atto ritenuto irripetibile e inutilizzabile

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Applicato dalla Cassazione per rilevare d'ufficio l'estinzione del reato per prescrizione quando il ricorso non è manifestamente infondato; ha consentito l'annullamento senza rinvio della sentenza per sopravvenuta prescrizione

Massime di principio

  • Se il motivo di ricorso non è manifestamente infondato, la Cassazione può rilevare d'ufficio la prescrizione ex art. 129 c.p.p. e annullare la sentenza senza rinvio quando il termine è decorso.
  • Dichiarazioni rese in atti 'irripetibili' (es. verbali di perquisizione) possono essere inutilizzabili come prova: il loro uso per fondare elementi essenziali o aggravanti può rendere la motivazione viziata.
  • Per il riconoscimento di aggravanti (es. art. 186, comma 2-bis C.d.S.) è necessaria prova regolare e utilizzabile; l'impiego di prove inammissibili può far venire meno l'aggravante e influire sull'esito del processo.
  • Prima di considerare la sentenza definitiva è fondamentale calcolare i termini di prescrizione e verificare l'esistenza di eventali cause interruttive o estintive: la decorrenza del termine comporta l'estinzione del reato.
  • La presenza di indirizzi giurisprudenziali contrastanti aumenta la probabilità che la Cassazione consideri non manifestamente infondato un motivo e, quindi, proceda a verifiche incidenti come la prescrizione.

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