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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29555/2023 del 25/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

Nel 2013 un soggetto citò in giudizio davanti al Tribunale di Livorno il proprietario di un fondo confinante, chiedendo in via principale l’accertamento della comproprietà di una strada sita in Porto Azzurro e, in subordine, la declaratoria di intervenuta usucapione di una servitù di passaggio sulla medesima strada a favore del proprio fondo. Deduceva che, sin dal 1970, il padre e poi egli stesso avevano utilizzato quel tracciato anche con mezzi pesanti per raggiungere un deposito d’acqua e un magazzino posti nel suo terreno; sosteneva inoltre che nel 2006 era stato installato un cancello automatico all’ingresso, con conseguente impedimento dell’accesso. Il convenuto contestò ogni diritto di passaggio; intervennero poi altri soggetti qualificatisi come comproprietari della strada. In appello la domanda principale fu ritenuta coperta da giudicato per mancata specifica censura; fu respinta anche la domanda subordinata di usucapione della servitù per difetto di prova dell’apparenza e della destinazione del tracciato al servizio del fondo dominante, oltre che dell’impossibilità di usare un percorso alternativo. Il ricorrente per cassazione articolò sei motivi: 1) violazione degli artt. 1027, 1061, 2697 c.c. e 115, 234 c.p.c. per errata applicazione dei requisiti dell’usucapione della servitù di passaggio; 2) violazione degli artt. 948, 2697 c.c. e 115 c.p.c. e omesso esame di una lettera e di fotografie; 3) omessa ammissione di prove testimoniali e interrogatorio formale; 4) omessa pronuncia sulla domanda di acquisto per usucapione della comproprietà della strada, in violazione dell’art. 112 c.p.c.; 5) violazione dell’art. 96 c.p.c. per la conferma della condanna per responsabilità aggravata; 6) violazione degli artt. 115 e 96 c.p.c. per avere irrogato la condanna per lite temeraria senza adeguata valutazione dei presupposti, anche rispetto alla domanda subordinata.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo errata la motivazione della Corte d’appello sul requisito dell’apparenza della servitù di passaggio: non è necessario che esistano opere materiali ulteriori rispetto al tracciato, essendo sufficiente che vi sia un inequivoco collegamento funzionale tra l’opera destinata al passaggio e il fondo dominante. Ha rigettato il quarto motivo, perché non vi era omessa pronuncia sulla comproprietà: la Corte d’appello aveva correttamente ritenuto la relativa statuizione passata in giudicato per mancata specifica impugnazione, e il ricorrente avrebbe dovuto censurare l’interpretazione dell’atto di appello. Sono stati dichiarati assorbiti i motivi secondo, terzo, quinto e sesto. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente al rigetto della domanda di usucapione della servitù di passaggio, con rinvio alla Corte d’appello di Firenze in diversa composizione per nuovo esame e istruttoria secondo i principi indicati, nonché per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 96 c.p.c.

    Per la condanna per responsabilità aggravata la Corte d’appello ha ritenuto sufficiente la prova della mala fede o colpa grave, senza necessità di prova del danno; il ricorrente contestava la sussistenza dei presupposti della lite temeraria.

  • art. 1027 c.c.

    Richiamato dal ricorrente quale norma sulla servitù prediale, in relazione ai requisiti dell’usucapione della servitù di passaggio.

  • art. 1061 c.c.

    La Corte richiama il principio consolidato secondo cui, ai fini dell’usucapione o della destinazione del padre di famiglia, l’apparenza della servitù richiede segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio e un inequivoco collegamento funzionale con il fondo dominante.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato dai motivi di ricorso in tema di riparto dell’onere della prova sull’usucapione e sulla prova dei fatti allegati.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato nei motivi di ricorso per contestare la valutazione delle prove e l’asserita mancata considerazione di documenti e prove testimoniali.

  • art. 234 c.p.c.

    Richiamato nel primo motivo in relazione all’ammissibilità/valutazione della prova documentale e testimoniale.

  • art. 948 c.c.

    Richiamato dal ricorrente nel secondo motivo in relazione alla domanda sulla proprietà/comproprietà del bene.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato nel quarto motivo per dedotta omessa pronuncia sulla domanda di usucapione della comproprietà della strada.

Massime di principio

  • Ai fini dell’usucapione di una servitù di passaggio, il requisito dell’apparenza non richiede necessariamente opere materiali ulteriori rispetto al tracciato utilizzato, ma esige che il passaggio sia manifestamente e inequivocamente destinato al servizio del fondo dominante, secondo un collegamento funzionale percepibile.
  • La presenza di una strada o di un percorso idonei al transito non basta da sola a integrare l’apparenza della servitù: occorre verificare se quel tracciato sia stato posto in essere o comunque si presenti in modo inequivoco come opera stabilmente asservita all’utilità del fondo dominante.
  • Se il giudice di merito ritiene che una domanda sia coperta da giudicato interno per mancata specifica impugnazione, non vi è omessa pronuncia; per contestare tale esito in cassazione occorre censurare l’interpretazione dell’atto di appello.
  • Quando l’accoglimento di un motivo di ricorso assorbe le altre censure, la Corte può limitarsi a cassare con rinvio sul punto decisivo, demandando al giudice di merito il riesame della domanda secondo il principio di diritto enunciato.

Come è indicizzato

MaterieServitùImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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