Cassazione Penale, Sentenza n. 46806/2024 del 19/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza del 2 luglio 2024 del Tribunale di sorveglianza di Napoli che ha rigettato l'appello ex art. 680 c.p.p. contro il provvedimento del 4 ottobre 2023 del Tribunale di Benevento che aveva applicato nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata con prescrizioni sanitarie per reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesione personale, avendo accertato la sua infermità mentale. D'Onofrio sostiene erronea applicazione di legge e mancata valutazione della attualità della pericolosità sociale, lamentando che il Tribunale di sorveglianza non avrebbe adeguatamente considerato i fatti sintomatici della condotta abituale e del tenore di vita.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità: il ricorrente non ha indicato censure specifiche contro punti determinati della motivazione impugnata né gli elementi a base delle doglianze, limitandosi a critiche generiche. La Corte ha richiamato il requisito di specificità dei motivi ex art. 591 c.p.p. e la giurisprudenza correlata, confermando che il giudizio di pericolosità sociale va effettuato con i parametri dell'art. 133 c.p. e che il Tribunale di merito aveva motivatamente ritenuto la pericolosità sulla base della condizione psicopatologica e dei profili delinquenziali accertati, giustificando l'applicazione della libertà vigilata con prescrizioni sanitarie anche a fini terapeutici. Conseguentemente la Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma richiamata come riferimento al tipo di impugnazione (appello ex art. 680 c.p.p.) cui si riferisce il ricorso; la Corte ricorda il contesto procedurale dell'impugnazione.
art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per genericità: il motivo deve essere specifico e correlato ai punti determinati della decisione impugnata; la carenza di tale specificità comporta inammissibilità.
Richiamato come criterio per valutare la pericolosità sociale: la valutazione deve tener conto della gravità del reato, della capacità a delinquere e della recidiva; la Corte conferma che il giudice di merito deve valutare secondo questi parametri.
Usato per giustificare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese di procedimento e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende (qui quantificata in euro 3.000), quando il ricorso risulta inammissibile e non v'è una attenuante che escluda la colpevolezza nella determinazione dell'inammissibilità.
Massime di principio
- In Cassazione un ricorso per cassazione deve indicare motivi specifici e correlati a punti determinati della decisione impugnata: critiche generiche determinano l'inammissibilità ai sensi dell'art. 591 c.p.p.
- Nelle misure di sicurezza personali il giudizio di pericolosità sociale si fonda sui parametri dell'art. 133 c.p. (gravità del reato, capacità a delinquere, recidiva) e può tener conto della condizione psicopatologica anche per giustificare una misura non detentiva finalizzata al trattamento terapeutico.
- La semplice affermazione della mancata valutazione di elementi probatori da parte del giudice interessa poco se non viene puntualizzata la specifica omissione o errore motivazionale; occorre indicare quali parti della motivazione sono viziati e perché.
- Se il ricorso è dichiarato inammissibile il ricorrente può essere condannato alle spese e a un pagamento alla Cassa delle ammende; pertanto è utile valutare la fondatezza e la specificità delle doglianze prima di proporre impugnazioni in Cassazione.
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