Cassazione Penale, Sentenza n. 29128/2026 del 31/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Nel corso di un procedimento per reato edilizio relativo a lavori eseguiti in un'area oggetto di permesso di costruire per la realizzazione di una serra agricola, era stato disposto un sequestro preventivo. Il pubblico ministero aveva poi autorizzato il dissequestro per consentire il ripristino dello stato dei luoghi e successivamente aveva revocato tale dissequestro. Gli indagati avevano quindi presentato al giudice per le indagini preliminari una richiesta formalmente proposta come 'opposizione ai sensi dell'art. 263 c.p.p.', che il giudice ha riqualificato come istanza di revoca del sequestro o, in subordine, di dissequestro temporaneo, rigettandola per la permanenza degli abusi e per la mancata specificazione delle modalità di ripristino. Con il ricorso per cassazione gli interessati hanno denunciato vizio di motivazione, ritenuta illogica e contraddittoria, sostenendo che il provvedimento sarebbe stato adottato a seguito di un'istanza ex art. 263 c.p.p. e che il giudice avrebbe dato una lettura ambigua del proprio potere, oltre a contraddirsi sul punto della modalità di ripristino, che secondo la difesa era già stata chiaramente indicata e condivisa dal pubblico ministero prima della revoca.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato, sulla base dei soli atti accessibili, che il procedimento riguardava un sequestro preventivo, seguito da un dissequestro autorizzato e poi revocato, senza che contro questi provvedimenti fosse stata proposta impugnazione. L'istanza presentata dalla difesa è stata reputata formalmente costruita come opposizione ex art. 263 c.p.p., disposizione riferita però alla restituzione delle cose sequestrate probatoriamente e quindi inconferente rispetto a un sequestro preventivo. La Corte ha quindi qualificato il rimedio corretto come appello ex art. 322-bis c.p.p., ritenendo che il ricorso dovesse essere trattato come tale e trasmesso al giudice di merito competente. Non ha quindi esaminato nel merito le doglianze motivazionali.
Norme richiamate
art. 44 lett. b) d.P.R. 380/2001
individua il reato edilizio per cui era pendente il procedimento, in relazione al quale era stato disposto il sequestro preventivo
disciplina la restituzione delle cose sottoposte a sequestro probatorio; la Corte la reputa eccentrica e non applicabile al caso di sequestro preventivo
art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.
norma invocata per denunciare vizio di motivazione del provvedimento impugnato
indica il riesame quale rimedio avverso il sequestro preventivo
indica l'appello come rimedio esperibile, fuori dai casi di riesame, contro il sequestro preventivo; la Corte qualifica il ricorso come appello da trasmettere al giudice competente
art. 23, comma 8, del d.l. n. 137 del 2020
richiamato nelle conclusioni del Procuratore generale per la trattazione scritta
Massime di principio
- Avverso il sequestro preventivo i rimedi sono quelli tipici previsti dal codice di rito: riesame ex art. 322 c.p.p. e, nei casi consentiti, appello ex art. 322-bis c.p.p.; un'istanza costruita su una norma relativa al sequestro probatorio non è idonea a sovvertire il corretto regime impugnatorio.
- La riqualificazione dell'atto processuale è doverosa quando la sua denominazione formale non corrisponde alla sua effettiva natura e al mezzo di impugnazione legalmente previsto.
- Quando il giudice di merito ha deciso su una domanda proponibile con appello cautelare, il ricorso per cassazione può essere qualificato come appello e trasmesso al giudice competente, senza esame del vizio motivazionale dedotto.
- L'assenza di impugnazione contro i provvedimenti che hanno disposto il sequestro, la sua revoca e la successiva revoca della revoca impedisce di trasformare l'opposizione in un mezzo surrettizio per contestare atti ormai non impugnati con i rimedi propri.
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