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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17468/2024 del 30/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP del Tribunale di Latina per il delitto di illecita detenzione di sostanze stupefacenti. Il difensore ha articolato tre motivi: (1) violazione dell'art. 274, lett. c) c.p.p. e carenza di motivazione circa la sussistenza del pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato; (2) mancato rilievo, o irragionevole valutazione, della condizione di incensuratezza dell'indagato; (3) violazione dei criteri di proporzionalità e adeguatezza ex art. 275 c.p.p., nonché mancata considerazione di misure meno afflittive (arresti domiciliari, braccialetto elettronico)

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i tre motivi: il Tribunale distrettuale aveva motivato in modo logico e sufficiente la sussistenza del pericolo di reiterazione, ancorandola all'esistenza di un recentissimo e specifico carico pendente a carico dell'indagato; la condizione di incensuratezza non neutralizza automaticamente tale valutazione prognostica; la scelta della misura cautelare carceraria è stata ritenuta proporzionata e adeguata perché gli arresti domiciliari erano incompatibili con l'esercizio dell'attività illecita nell'abitazione indicata per la misura meno afflittiva. Conseguenze pratiche: inammissibilità del ricorso; condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende; applicazione dell'art. 616 c.p.p. per le spese.

Norme richiamate

  • art. 274 c.p.p.

    Il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione è inteso come valutazione prognostica sulla possibilità di condotte reiterative, non come imminenza di specifiche occasioni; il giudice deve motivare tenendo conto della personalità, modalità di commissione e contesto sociale, con approfondimento proporzionale alla distanza temporale dai fatti

  • art. 275 c.p.p.

    Principi di proporzionalità e adeguatezza delle misure cautelari: il giudice deve valutare l'idoneità delle misure meno afflittive; qui i giudici hanno ritenuto che gli arresti domiciliari fossero inidonei perché l'attività di spaccio si era svolta proprio presso l'abitazione in cui si sarebbe dovuta eseguire la misura

  • art. 273 c.p.p.

    Norma richiamata in relazione alle esigenze cautelari e al procedimento per la misura, richiamata dal ricorrente ma valutata dalla Corte insieme alle altre garanzie processuali

  • art. 292 c.p.p.

    Richiamata tra le norme processuali rilevanti per la decisione sulla misura cautelare; la Corte ha ritenuto che gli adempimenti procedurali e motivazionali fossero rispettati

  • art. 606, comma 1, lett. c) ed e) c.p.p.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ricorda che il ricorso è ammissibile solo se denuncia violazioni di specifiche norme o manifesta illogicità della motivazione, non una semplice rivalutazione dei fatti

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per l'imposizione delle spese del procedimento al ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione alla valutazione dell'irritualità del ricorso e alla mancata colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità; pur così, la Corte ha disposto un versamento equitativo di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiamato per la sintesi dei motivi in sede di cassazione, usato per conformare la esposizione dei motivi di ricorso

  • art. 23 commi 8 e 9 d.l. n. 137/2020 (e successivi provvedimenti di proroga)

    Norme che disciplinano il procedimento camerale in udienza (modalità telematiche / camerale) utilizzate per il trattamento del procedimento

Massime di principio

  • La gravità del pericolo di reiterazione può essere fondata anche su un "carico pendente" recente e specifico: l'assenza di precedenti penali non esclude automaticamente il pericolo
  • Il requisito dell"attualità" del pericolo ex art. 274, lett. c) c.p.p. non richiede la dimostrazione di occasioni imminenti di recidiva, ma una valutazione prognostica motivata su personalità, modalità del reato e contesto sociale
  • La Cassazione controlla la presenza di violazioni normative specifiche o la manifesta illogicità della motivazione; non è luogo per una riesamina fattuale ordinaria degli elementi probatori
  • La scelta tra carcere e misure meno afflittive deve essere adeguatamente motivata: se l'attività illecita è stata svolta nell'abitazione indicata per i domiciliari, il giudice può ritenere l'arresto domiciliare inidoneo per il contenimento del rischio
  • In procedimenti di cassazione per misure cautelari, la difesa deve mirare a dimostrare una violazione normativa specifica o la manifesta illogicità della motivazione, pena la inammissibilità del ricorso e l'addebito delle spese

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