Cassazione Penale, Sentenza n. 47385/2022 del 15/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Levati impugnava la conferma delle condanne per bancarotta (fraudolenta per distrazione, fraudolenta documentale e semplice). I cinque motivi contestavano: 1) l'omessa valutazione di documenti bancari prodotti in appello (copie di assegni/bonifici, con causali quali "anticipi verso fornitori") e la mancata acquisizione di documentazione da Unicredit; 2) la mancata e viziata ricostruzione della sua posizione di "amministratore di fatto"; 3) la discutibilità delle imputate distrazioni di somme (in particolare 602.941 euro/282.263 euro e una distrazione di 540.000 euro) e la fondatezza della ricostruzione contabile del curatore e del commercialista Dolce; 4) la contestazione della bancarotta documentale sulla base della possibile esistenza dei libri sociali presso lo studio Forcella e della scarsa investigazione della curatela; 5) l'assenza dell'elemento soggettivo (dolo) rispetto alle scritture e alle distrazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il secondo motivo (qualifica soggettiva di amministratore di fatto) e dunque non ha annullato le conclusioni su quella posizione. Ha accolto il primo motivo limitatamente alla distrazione di circa 258.000 euro perché la Corte di appello non ha valutato la memoria difensiva del 28/04/2021 e la documentazione bancaria allegata, annullando la sentenza per quella specifica contestazione e disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo esame. Ha rigettato il terzo motivo rispetto alla distrazione di circa 282.263 euro, confermando la valutazione dei giudici di merito fondata sulle risultanze del curatore e del commercialista Dolce. Ha accolto il quarto motivo relativo alla bancarotta documentale (mancata adeguata valutazione della possibile presenza dei libri presso lo studio Forcella) e ha disposto l'annullamento con rinvio anche su tale capo. Il quinto motivo è stato assorbito. Quanto alla bancarotta semplice, la Corte ha ricordato il principio di scindibilità delle statuizioni e che l'unico motivo riferibile a quel capo è inammissibile; di conseguenza non è stata accolta la rilevazione della prescrizione maturata successivamente alla sentenza impugnata. In sintesi: annullamento con rinvio per la distrazione di circa Euro 258.000 e per la bancarotta documentale; conferma delle altre condanne (compresa la distrazione di circa Euro 282.263); questione di prescrizione della bancarotta semplice non rilevabile per inammissibilità del motivo.
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. legge 18 dicembre 2020, n. 176) e decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228 (conv. legge 25 febbraio 2022, n. 15)
Regolano la possibilità di discussione orale e la requisitoria scritta; la Corte segnala che le parti non hanno chiesto la discussione orale e prende atto della requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale
codice di procedura penale, art. 327-bis
Richiama il dovere del giudice di valutare le memorie e le prove documentali prodotte in appello; la mancata considerazione di documentazione rilevante può costituire errore di procedura e motivare l'annullamento
codice di procedura penale, art. 495, comma 2
Regola il riesame operato dalla Corte di cassazione; la Corte ha considerato rilevante l'omessa valutazione di documenti rilevanti trasmessi in appello
Norma posta a fondamento delle imputazioni di bancarotta per distrazione; la Corte di merito ha applicato l'articolo per ritenere sottratte somme dai conti della società quando non risultano giustificate dagli incassi documentati
Riguardano il dolo e la responsabilità personale; la Corte ha ritenuto che, ove la prova del dolo non sia adeguatamente contestata, la valutazione dei giudici di merito permanga, salvo specifici profili (qui in parte assorbiti)
giurisprudenza CEDENTE (Sez. U., n. 6903 del 27/05/2016, Aiello) e altre pronunce citate
Principio di scindibilità delle statuizioni di condanna: una sentenza che condanna per più reati è idealmente scindibile e ciascun capo mantiene autonomia, con riflessi sulla rilevabilità della prescrizione post-sentenza; la Cassazione lo applica per stabilire che l'inammissibilità del motivo relativo a un capo impedisce di valorizzare la prescrizione maturata dopo la sentenza impugnata
Massime di principio
- Se la difesa deposita in appello documenti bancari o memorie nuove, la Corte d'appello deve valutare esplicitamente tali elementi: l'omessa valutazione può determinare annullamento e rinvio per quella specifica contestazione
- La qualifica di "amministratore di fatto" richiede valutazione complessiva e probatoria di comportamenti concreti (gestione operativa, ruoli effettivi, attestazioni di fornitori/dipendenti); argomentazioni generiche o meri rilievi formali (es. mancanza di annotazione di poteri) sono difficilmente decisive se numerosi elementi indicano la gestione effettiva
- Le ricostruzioni contabili del curatore o del commercialista, se coerenti e corroborate da dati (estratti conto, registrazioni), possono legittimare la condanna per distrazione di somme; le contestazioni devono mirare a specifici elementi probatori non valutati o a errori logici concreti
- La bancarotta documentale può trovare fondamento anche in dichiarazioni di professionisti (es. commercialista) se non è dimostrata l'effettiva disponibilità dei libri in altro luogo; tuttavia la prova dell'esistenza di libri presso terzi (es. studio che li detiene) impone che il giudice valuti e verifichi tale circostanza prima di ritenere la sottrazione
- In sentenze che condannano per più reati, ogni capo è autonomo: questioni di prescrizione e impugnazione vanno trattate capo per capo; l'inammissibilità di un motivo relativo a un capo può precludere la rilevazione della prescrizione maturata successivamente
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