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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46130/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza n.12/23 del Tribunale di Fermo che aveva rigettato il riesame del decreto di convalida di perquisizione e sequestro (27/03/2023). Il ricorrente deduceva, tra l'altro: omessa/insufficiente motivazione in ordine alla condotta contestata e al fumus commissi delicti (violazione artt. 253 e 355 c.p.p.); trasformazione di un sequestro probatorio in un sequestro preventivo per la quantità e natura dei beni posti sotto vincolo; mancanza di indicazione dei fatti concreti, delle coordinate spazio-temporali, della natura dei beni e del nesso di pertinenzialità rispetto ai reati ipotizzati (artt. 474 e 648 c.p.), con conseguente impossibilità di valutare proporzionalità e adeguatezza della misura.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo, assorbente motivo: il decreto di perquisizione e sequestro e la relativa ordinanza di riesame sono gravemente carenti nella motivazione perché non descrivono nemmeno sommariamente i fatti, le coordinate spazio-temporali, la natura dei beni e il nesso di pertinenzialità (fumus delicti). Tale insufficienza rende il sequestro meramente esplorativo e inidoneo. Per questi motivi la Corte ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza impugnata sia il decreto di sequestro del 27/03/2023, ordinando il dissequestro e la restituzione dei beni agli aventi diritto.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 474

    Norma riferita come uno dei reati ipotizzati; la Corte richiede che l'astratta configurabilità del reato sia spiegata nel decreto per verificare il fumus delicti.

  • Codice penale, art. 648

    Norma indicata tra quelle violate; occorre che il decreto colleghi i beni sequestrati alla concreta ipotesi di reato per giustificare la finalità probatoria.

  • Codice di procedura penale, art. 253

    Regola il sequestro probatorio: la Corte interpreta che il decreto di sequestro deve contenere motivazione adeguata sul fumus delicti e sul nesso di pertinenzialità tra beni e reato, pena nullità.

  • Codice di procedura penale, art. 321, comma 1

    La nozione di "cose pertinenti al reato" è ampia ma richiede che il rapporto di strumentalità tra bene e reato sia concretamente spiegato nel provvedimento; non basta un richiamo normativo generico.

  • Codice di procedura penale, art. 125, comma 3

    Richiamato in ordine ai requisiti del decreto di convalida: la Corte evidenzia che la convalida non può sorreggersi su enunciazioni generiche ma richiede adeguata motivazione.

  • Codice di procedura penale, art. 275

    Richiamato per i principi di adeguatezza, proporzionalità e gradualità che devono informare anche le misure reali; il nesso di pertinenzialità va valutato anche con il test di proporzionalità.

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. L. 176/2020)

    Norma procedurale sul contraddittorio scritto/verbale: richiamata per motivare che il procedimento è stato trattato con contraddittorio scritto non essendo stata chiesta trattazione orale.

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve sempre motivare il "fumus commissi delicti": indicare, anche sinteticamente, la condotta contestata, la sua configurazione giuridica e le coordinate spazio-temporali rilevanti.
  • Non è sufficiente il mero richiamo delle norme penali violate: il pubblico ministero deve spiegare perché i beni sono ritenuti corpo del reato o pertinenti (natura dei beni, relazione con la condotta, finalità probatoria).
  • Il sequestro non può avere finalità meramente esplorative; la misura deve essere adeguata e proporzionata rispetto alla gravità dell'ipotesi e alla natura dei beni sequestrati.
  • Quando il vincolo riguarda grandi quantità di beni o beni di terzi, il nesso di strumentalità deve essere dimostrato con maggior rigore; il rapporto occasionale non basta.
  • L'assenza di motivazione sufficiente può determinare l'annullamento senza rinvio del decreto di sequestro e l'ordine di dissequestro e restituzione dei beni.
  • In casi simili, le difese possono efficacemente contestare il sequestro chiedendo l'integrazione motivazionale o il riesame, puntando sulla mancanza di descrizione dei fatti e sul mancato rispetto del principio di proporzionalità.

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