Cassazione Civile, Sentenza n. 1092/2022 del 14/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'avviso di addebito INPS per contributi ENPALS dovuti sui compensi corrisposti a quattro soci (giardiniere, addetto alle pulizie, due custodi) ritenuti lavoratori comuni. Il ricorrente ha censurato la decisione dei giudici di merito sotto vari profili: mancata ammissione e valutazione di prove circa l'affiliazione CONI e il carattere non professionale delle prestazioni; qualificazione delle prestazioni come lavoro volontario anziché subordinato o professionale; errata esclusione dell'applicabilità dell'art. 67, lett. m), TUIR che potrebbe qualificare i compensi come "redditi diversi" esenti fino al limite di legge.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che le prestazioni rese dai soci erano state svolte in maniera abituale e con carattere di professionalità e, per alcuni, i compensi superavano il limite previsto dall'art. 69 TUIR, sicché non potevano essere ricondotte ai "redditi diversi" esentati dall'obbligo contributivo ENPALS. La Corte ha ricostruito il quadro normativo e statuendo i presupposti per l'esenzione: prova della concreta natura dilettantistica dell'ente, assenza di carattere professionale delle prestazioni, assenza di rapporto di lavoro dipendente o di esercizio di arti e professioni e rispetto dei limiti monetari. Ha inoltre dichiarato inammissibile la doglianza relativa alla mancata ammissione di prove per carenza di specificazione. Condanna del ricorrente alle spese di giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 67, comma 1, lett. m), TUIR
art. 67, comma 1, lett. m), TUIR
La Corte ha ritenuto che tale norma può qualificare come "redditi diversi" certe erogazioni a favore di attività sportive dilettantistiche e, quindi, avere effetti anche ai fini previdenziali, ma solo se ricorrono i presupposti: prestazioni non professionali, rese in favore di enti dilettantistici che effettivamente operano senza fine di lucro e nei limiti monetari dell'art. 69 TUIR.
art. 69, comma 2, TUIR (limite temporale ratione temporis: € 7.500,00)
Fissa il limite entro il quale i compensi qualificati come redditi diversi risultano fiscalmente neutri; superamento del limite esclude l'esenzione contributiva.
d.m. 15.3.2005, n. 17445
Elenca le categorie di lavoratori degli impianti e circoli sportivi ricomprese nella tutela ENPALS, specificando che impiegati, operai, istruttori e addetti rientrano in via generale nell'obbligo assicurativo.
d.lgs. C.P.S. n. 708/1947, art. 3
art. 3, d.lgs. C.P.S. n. 708/1947
Norma storica che aveva già previsto l'obbligo di iscrizione all'ENPALS per addetti agli impianti sportivi; quadro normativo di riferimento per l'assoggettamento previdenziale.
Legge n. 91/1981
Ha disciplinato la tutela degli sportivi professionisti demandando al CONI la distinzione tra attività professionistica e dilettantistica; utile per la ricostruzione del quadro sistematico ma non disciplina dettagliata del dilettantismo.
art. 35, comma 5, d.l. n. 207/2008 (conv. con L. n. 14/2009)
art. 35, comma 5, d.l. n. 207/2008
Ha precisato che nell'espressione "esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche" rientrano formazione, didattica, preparazione e assistenza, ampliando l'ambito delle prestazioni potenzialmente agevolabili ai fini fiscali e, indirettamente, previdenziali.
Definisce il concetto di esercizio di arti e professioni come esercizio per professione abituale di attività di lavoro autonomo; la Corte lo usa per escludere dall'area dei redditi diversi le attività svolte in modo abituale e professionale.
Richiamato nelle doglianze del ricorrente in tema di valutazione e ammissione di prove documentali e di altre prove in sede di merito; la Corte ha ritenuto irrilevanti o infondate tali doglianze alla luce degli accertamenti di fatto.
Riferimento normativo al lavoro subordinato; la Corte ha osservato che, ai fini ENPALS, l'irrilevanza della qualificazione formale subordinata non impedisce l'assoggettamento contributivo se l'attività è svolta professionalmente e abitualmente.
art. 37, L. n. 689/1981 (modificato)
Richiama l'obbligo di denuncia di dati a fini previdenziali e la sanzione per omissione; richiamata per sottolineare che i responsabili delle società sportive dilettantistiche possono essere tenuti agli obblighi contributivi se le attività sono svolte professionalmente.
Massime di principio
- Per beneficiare dell'esenzione contributiva prevista dall'art. 67, lett. m), TUIR, l'associazione deve dimostrare la natura dilettantistica sostanziale e non solo formale (affiliazione al CONI non basta).
- Le prestazioni devono essere non professionali e non esercitate abitualmente; se svolte con carattere di professionalità o in maniera abituale, i compensi rientrano nella base imponibile previdenziale ENPALS/INPS.
- L'esenzione fiscale prevista per i "redditi diversi" ha effetti rilevanti anche ai fini previdenziali, ma la sua applicazione è subordinale alla prova dei requisiti sostanziali da parte di chi la invoca.
- Il superamento del limite monetario previsto dall'art. 69 TUIR esclude l'applicazione dell'agevolazione e comporta l'obbligo contributivo.
- La qualificazione del rapporto (subordinato o autonomo) è meno determinante rispetto al fatto concreto della professionalità e dell'abitualità dell'attività, ai fini dell'assoggettamento a ENPALS/INPS.
- In cassazione le doglianze sulla mancata ammissione di prove richiedono l'indicazione puntuale dei mezzi di prova e dei capitoli di prova: la mancata specificazione comporta inammissibilità.
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