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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 1091/2022 del 14/01/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'INPS impugnava la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva parzialmente accolto l'opposizione della BODYMIND contro cartelle esattoriali per contributi ENPALS relativi a sei collaboratori (quattro istruttori sportivi e due addette amministrative) nel periodo set.2005 - ago.2006. L'INPS deduceva la violazione delle norme che definiscono le categorie soggette all'obbligo assicurativo ENPALS (d.lgs. n.708/1947 e D.M. 15/3/2005) e contestava l'estensione automatica dell'esenzione contributiva prevista dall'art.67, lett. m) TUIR (con la nozione di "esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche" e l'interpretazione autentica dell'art.35, comma 5, d.l. 207/2008) ai compensi erogati in ambito sportivo dilettantistico. In particolare l'INPS sosteneva che: a) il D.M. 15/3/2005 aveva ricompreso istruttori e addetti tra i soggetti in linea generale obbligati all'iscrizione ENPALS; b) l'esenzione fiscale ai sensi dell'art.67 TUIR non si traduce automaticamente in esonero contributivo per prestazioni svolte con carattere professionale o abituale; c) l'onere della prova circa la natura dilettantistica sostanziale dell'ente e l'occasionalità/non professionalità delle prestazioni gravava sulla società che invocava l'esenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso dell'INPS (assorbendo il secondo), dichiarato inammissibile il ricorso incidentale proposto dalla BODYMIND, cassato la sentenza impugnata della Corte d'appello di Firenze e rinviato la causa a quella Corte in diversa composizione per ulteriori accertamenti di fatto. La Corte ha enunciato e precisato il principio secondo cui: il D.M. 15 marzo 2005 ha esplicitato che istruttori e addetti agli impianti rientrano tra le categorie in generale soggette all'assicurazione ENPALS; tuttavia l'art.67, lett. m) TUIR (come interpretato dall'art.35, comma 5, d.l. 207/2008) può produrre effetti anche in materia previdenziale, esentando i compensi erogati per "formazione, didattica, preparazione e assistenza all'attività sportiva dilettantistica" entro la soglia di legge, ma solo se sono soddisfatti specifici requisiti concreti: a) le prestazioni non sono rese nell'esercizio di arti e professioni o in rapporto di lavoro dipendente; b) le associazioni/società siano effettivamente dilettantistiche nella sostanza (assenza di fine di lucro e concreta operatività conforme allo statuto); c) le prestazioni siano rese nell'ambito del vincolo associativo e non come attività professionale abituale. Pertanto la Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello aveva dato un valore decisivo all'affiliazione/riconoscimento CONI più che agli accertamenti sostanziali richiesti, ed ha rimesso al giudice di merito ulteriori verifiche sui fatti (compresi eventuali elementi di professionalità/abitualità e la concreta natura dilettantistica della società).

Norme richiamate

  • D.Lgs. 16 luglio 1947, n. 708 (d.lgs. C.p.S.), art. 3

    "impiegati, operai, istruttori ed addetti agli impianti e circoli sportivi..."

    Il decreto indica categorie ricomprese nell'obbligo assicurativo ENPALS; il D.M. 2005 ha esplicitato e aggiornato tali categorie comprendendo istruttori e addetti agli impianti tra i soggetti in generale soggetti a obbligo previdenziale

  • D.M. 15 marzo 2005, n. 17445 (e n.17454 menzionato in motivazione)

    rimodulato la composizione dei gruppi ... nell'ambito della lett. B) gli "impiegati, operai, istruttori ed addetti agli impianti e circoli sportivi..."

    Ha esplicitato che istruttori e addetti agli impianti rientrano nella sfera di tutela ENPALS/INPS, non come nuova categoria ma come chiarimento di figure già potenzialmente ricomprese

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 67, comma 1, lett. m)

    "le indennità ... i premi e i compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche ..."

    Individua i compensi che possono essere qualificati come "redditi diversi" esenti fiscalmente (entro i limiti previsti), e tale disciplina può avere effetti anche in materia previdenziale ma solo se ricorrono i presupposti concreti (assenza di professionalità/abitualità, effettiva natura dilettantistica dell'ente, vincolo associativo)

  • D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, art. 35, comma 5 (interpretazione autentica)

    "Nelle parole «esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche» sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l'assistenza all'attività sportiva dilettantistica"

    Chiarisce che le attività di formazione, didattica, preparazione e assistenza rientrano nell'agevolazione fiscale; la Cassazione riconosce questo chiarimento come interpretativo e applicabile anche per valutazioni previdenziali, ma non automatica esenzione contributiva

  • TUIR, art. 69 (no tax area e soglia)

    "no tax area di euro 7.500"

    La soglia di 7.500 euro delimita la non imponibilità fiscale dei compensi qualificati come redditi diversi; la Cassazione osserva che la rilevanza fiscale della soglia si riverbera anche nella valutazione previdenziale, ma l'esenzione contributiva non è automatica e richiede i presupposti concreti

  • Legge 23 marzo 1981, n. 91, art. 2

    "Per 'professionisti' ... atleti, allenatori ... che esercitano l'attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità..."

    La legge individua i professionisti sportivi e attribuisce al CONI il compito di distinguere attività professionistiche da dilettantistiche; la qualificazione influisce sull'obbligo previdenziale e sulle misure di tutela

  • D.L. 201/2011 conv. in L. 214/2011 (incorporazione ENPALS in INPS)

    Ricorda l'incorporazione dell'ENPALS nell'INPS con effetto dal 1° gennaio 2012; qui rilevante per individuare il soggetto previdenziale ricorrente

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 43

    Ha demandato a decreto ministeriale l'adeguamento delle categorie di soggetti assicurati ENPALS, fornendo la base normativa per il D.M. 15/3/2005

Massime di principio

  • L'esenzione fiscale prevista dall'art.67 TUIR per compensi erogati nell'ambito di attività sportive dilettantistiche può rilevare anche ai fini previdenziali, ma non produce automaticamente l'esonero contributivo: devono essere provati i requisiti sostanziali richiesti dalla norma.
  • L'onere della prova circa la natura dilettantistica "sostanziale" dell'associazione/società e l'occasionalità/non professionalità delle prestazioni spetta alla parte che invoca l'esenzione (la società/associazione).
  • Il riconoscimento formale (affiliazione al CONI o ad enti di promozione sportiva) non è di per sé sufficiente: il giudice deve accertare l'effettiva gestione senza scopo di lucro e la concreta modalità operativa conforme allo statuto.
  • Il D.M. 15/3/2005 ha chiarito che istruttori e addetti agli impianti rientrano tra le categorie generalmente soggette all'assicurazione ENPALS/INPS; quindi la regola di base è l'obbligo contributivo salvo prova contraria dei presupposti di esenzione.
  • Per qualificare un compenso come esente occorre verificare che il percettore non svolga quell'attività con carattere di professionalità o abitualità (ai sensi dell'art.53 TUIR e della giurisprudenza), e che la prestazione sia resa in seno al vincolo associativo e non come attività autonoma o dipendente.
  • In caso di contenzioso, la valutazione di marginalità del compenso, di abitualità e di professionalità sono questioni di fatto rimesse al giudice del merito; la Cassazione interviene per principio di diritto ma rinvia per accertamenti probatori.

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