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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34939/2025 del 27/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso del Pubblico Ministero lamenta errori di diritto e vizio di motivazione nella parte dell'ordinanza che ha escluso i gravi indizi per il reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) e per le condotte di falso in atto pubblico relative alle certificazioni informatiche EIPASS 7 moduli user: la motivazione sarebbe contraddittoria e insufficiente, con errata valutazione della struttura organizzativa, della stabilità del vincolo e della natura giuridica delle certificazioni. Si censura inoltre l'esclusione della natura di atto pubblico per le EIPASS 7 moduli user e si chiede la rivalutazione delle esigenze cautelari alla luce del più ampio quadro indiziario. Il ricorso di Galotta deduce carenza e illogicità della motivazione in ordine all'attualità del pericolo di reiterazione e alla necessità e proporzionalità della misura interdittiva, sostenendo l'assenza di collegamenti diretti con gli enti accreditati e l'indisponibilità di titolo certificativo autonomo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso del Pubblico Ministero: ha ritenuto fondati i primi due motivi (sulla configurabilità dell'associazione per delinquere e sulla qualificazione come atto pubblico delle certificazioni EIPASS 7 moduli user), ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente ai reati di associazione a delinquere e di falso in atto pubblico riferito alle citate certificazioni e ha rinviato il provvedimento al Tribunale del riesame di Potenza per nuova valutazione. I restanti profili (tra cui la valutazione complessiva delle esigenze cautelari) sono stati assorbiti dalla necessità di rivalutazione. Il ricorso incidentale di Galotta è stato respinto; alla stessa è stata irrogata la condanna al pagamento delle spese del procedimento per la reiezione del suo ricorso.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Per il reato di associazione per delinquere occorre valutare la stabilità del vincolo, l'indeterminatezza del programma criminoso e la presenza di una struttura, anche minima; l'assenza di una cassa comune o la diversità degli scopi non escludono l'associazione.
  • La qualificazione di una certificazione come atto pubblico/fidefacente dipende dalla sua capacità di produrre effetti giuridici autonomi e di essere 'spendibile' in ambito pubblico: se sussiste tale efficacia la falsificazione può integrare il falso in atto pubblico.
  • Nel sindacato di legittimità (Corte di Cassazione) non è consentita una nuova valutazione dei fatti: il controllo riguarda la congruenza, la logica e la completezza della motivazione del giudice di merito rispetto ai canoni giuridici.
  • Sulle esigenze cautelari il giudice deve operare una valutazione prognostica dell'attualità del pericolo di reiterazione: non è necessario dimostrare occasioni imminenti di reato, ma la persistenza del periculum libertatis sulla base di elementi recenti e della personalità dell'indagato.
  • Il pubblico ministero ha interesse a proporre ricorso per cassazione anche quando l'ordinanza del riesame abbia mantenuto la misura soltanto per alcuni reati ma abbia escluso altri reati rispetto al provvedimento genetico; la Cassazione può annullare parzialmente e rinviare per nuova valutazione.

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