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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34828/2026 del 29/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L’imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza del 27 maggio 2026 della Corte d’appello di Catanzaro, che aveva confermato la decisione di responsabilità per il reato di incendio boschivo commesso a San Floro il 6 agosto 2025, riformando la pena in due anni e otto mesi di reclusione. Con un unico motivo articolato, il ricorrente ha denunciato carenze motivazionali e chiesto, nella sostanza, un nuovo esame del merito della vicenda, prospettando una lettura alternativa degli elementi probatori.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che la Corte d’appello aveva valutato la vicenda secondo criteri logici e sulla base delle risultanze processuali; il dolo era stato desunto dalla pluralità degli inneschi, dall’accensione in aree interessate da vento favorevole e dalla conseguente incontrollata estensione del fuoco. Il ricorso riproponeva in modo assertivo la tesi già sostenuta in appello, senza confrontarsi puntualmente con le ragioni per cui era stata respinta né indicare elementi non esaminati dal giudice di merito. La Corte di cassazione non è chiamata a scegliere la ricostruzione fattuale migliore, ma a verificare la plausibilità e la tenuta logica della motivazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, ai sensi dell’art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 423-bis c.p.

    il dolo è stato ricavato da elementi univocamente indizianti della sua sussistenza, quali la pluralità degli inneschi, l'accensione in aree interessate da vento favorevole e l'estensione conseguente e incontrollata del fuoco

    La decisione di merito ha desunto il dolo d’incendio boschivo dalla convergenza di plurimi elementi indiziari relativi agli inneschi, alle condizioni favorevoli alla propagazione e all’estensione incontrollata del fuoco.

  • art. 616 c.p.p.

    Per queste ragioni, il ricorso va dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non sussistendo ipotesi di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in tremila euro, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

    L’inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in assenza di cause di esonero, al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, qui quantificata in 3.000 euro.

Massime di principio

  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che ripropone sostanzialmente le censure già formulate in appello, limitandosi a contestazioni assertive della decisione senza confutare puntualmente le argomentazioni con cui il giudice di merito le ha respinte.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del merito o per sostituire alla ricostruzione dei fatti del giudice di merito una lettura alternativa degli elementi probatori. La Corte di cassazione verifica la compatibilità della motivazione con la logica e con un apprezzamento plausibile dei fatti.
  • Il dolo dell’incendio boschivo può essere desunto da un quadro convergente di elementi indiziari, quali la pluralità degli inneschi, la scelta di aree e condizioni favorevoli alla propagazione e la conseguente estensione incontrollata del fuoco.

Come è indicizzato

MaterieIncendio e disastroImpugnazioni
RamiIncolumità pubblicaProcesso penale

Testo integrale

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