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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44564/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva confermato la condanna per detenzione di sostanze stupefacenti (art.73 d.P.R. 9/10/1990, n.309). Due motivi principali: (1) violazione degli artt.73 T.U. stupefacenti e 192 c.p.p. e manifesta illogicità della motivazione in ordine alla ritenuta finalità di spaccio — il ricorrente deduce che il dato ponderale e altri elementi non sono sufficienti a provare lo spaccio e che le bustine potevano avere uso personale; (2) violazione dell'art.73 comma 5 T.U. stupefacenti e 192 c.p.p. e manifesta illogicità per il mancato riconoscimento dell'ipotesi di lieve entità, sostenendo che gli elementi indicativi (peso netto limitato, assenza di denaro, ubicazione della sostanza) avrebbero dovuto portare al riconoscimento della fattispecie meno grave.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto non manifestamente illogica la motivazione della Corte d'Appello, che aveva valorizzato vari elementi (quantitativi e situazionali) come indici della finalità di spaccio: quantità e natura delle sostanze (hashish e marijuana), presenza di numerose bustine da confezionamento (27), assenza di liquidità sulla carta prepagata, situazione reddituale e convivenza con un soggetto agli arresti domiciliari per stupefacenti, elementi che, valutati nel loro insieme, giustificano la conclusione circa un'attività non occasionale. Sul punto della lieve entità, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice di merito che ha considerato gli stessi elementi ai fini della gravità del reato. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 73

    Applicato per la fattispecie di detenzione illecita di stupefacenti; la Corte ha valutato la sussistenza della finalità di spaccio sulla base dell'insieme degli elementi fattuali (quantitativi, modalità e circostanze), non limitandosi al solo dato ponderale

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    La previsione sulla 'lieve entità' richiede una valutazione caso per caso del giudice di merito; la Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, gli elementi fattuali non consentivano il riconoscimento della diminuzione di pena per lieve entità

  • Codice di procedura penale, art. 192

    Richiamato nelle censure in relazione agli obblighi di motivazione; la Cassazione ha valutato che la motivazione della sentenza impugnata era logicamente congrua e non viziata da manifesta illogicità

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • La sussistenza della finalità di spaccio va valutata nel complesso e non esiste un elenco tassativo di indici: quantità della droga, presenza di materiale per il confezionamento, eterogeneità delle sostanze, condizioni reddituali e rapporti con altri soggetti indagati sono elementi valutabili congiuntamente
  • Il dato ponderale da solo non è automaticamente decisivo, ma può assumere rilievo determinante se combinato con altri elementi che indicano continuità e organizzazione dell'attività distributiva
  • La qualificazione della condotta come 'lieve entità' è di competenza del giudice di merito; la Cassazione interviene solo se la motivazione è manifestamente illogica o priva di basi razionali
  • La Corte di legittimità limita il suo sindacato alle macroscopiche incongruenze logiche: richieste di una diversa valutazione delle emergenze istruttorie devono essere svolte principalmente davanti ai giudici di merito
  • In situazioni simili, per la difesa è utile documentare evidenze di uso personale (piccole dosi già suddivise per consumo, assenza di strumenti/denaro/fonti di approvvigionamento, prova di acquisti o uso personale) mentre per l'accusa l'insieme di elementi anche indiziali può essere sufficiente a dimostrare la finalità di spaccio

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