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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33599/2025 del 10/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda i ricorsi per cassazione proposti da due imputati avverso la sentenza della Corte d'appello che li aveva condannati per un'occupazione ritenuta illecita e permanente. In cassazione i ricorrenti hanno dedotto due motivi: invocazione dello stato di necessità e richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di cassazione osserva che entrambi i motivi si limitavano a riproporre doglianze già formulate in appello e già puntualmente disattese, senza una reale critica argomentata della sentenza impugnata; inoltre, quanto allo stato di necessità, la condotta risultava finalizzata a un'occupazione stabile e non temporanea, incompatibile con la permanenza dei presupposti della scriminante per tutta la durata del fatto; quanto alla particolare tenuità, la natura permanente dell'illecito, la notevole durata dell'occupazione e i precedenti penali degli imputati escludevano la concedibilità del beneficio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto i motivi non specifici e meramente reiterativi di censure già respinte in appello; ha inoltre richiamato, per relationem, le argomentazioni della sentenza impugnata sia sull'insussistenza dello stato di necessità sia sull'incompatibilità della particolare tenuità del fatto con la permanenza dell'illecito, la durata della condotta e la personalità dei prevenuti.

Norme richiamate

  • art. 54 c.p.

    La scriminante dello stato di necessità non è riconoscibile quando la condotta, per tutta la sua durata, risulti finalizzata a un'occupazione stabile e non temporanea; i suoi presupposti devono permanere per l'intero arco della condotta.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto è esclusa quando l'illecito ha natura permanente, la condotta si protrae per un periodo considerevole e la personalità degli imputati, desumibile anche dai precedenti penali, non consente una valutazione di lieve offensività.

  • art. 606 c.p.p.

    In sede di legittimità non sono deducibili motivi che si risolvano nella mera riproposizione di censure già dedotte in appello e disattese, se privi di una specifica e argomentata critica della sentenza impugnata.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità il motivo di ricorso deve contenere una critica specifica e argomentata della sentenza impugnata; la mera reiterazione di doglianze già respinte in appello integra un motivo apparente e determina l'inammissibilità.
  • La scriminante dello stato di necessità presuppone la persistenza dei relativi requisiti per tutta la durata della condotta, e non può essere invocata per giustificare un'azione orientata a una stabile e non temporanea occupazione.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa, anche a fronte di un unico episodio, quando la condotta presenta natura permanente, durata apprezzabile e indicatori soggettivi negativi incompatibili con una modesta offensività.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di giustificazioneCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
SottomaterieStato di necessità
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

Testo integrale

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