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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 298/2022 del 10/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per plurimi furti aggravati, denunciando (1) vizio di motivazione per presunta omessa o incompleta valutazione delle prove dichiarative (testimonianze sulla prassi dei mandati in bianco, presunte anticipazioni di firma, tempo trascorso tra i fatti e la denuncia, mancato esame dell'imputato) e per il diniego delle attenuanti generiche; (2) violazione della legge penale per errata qualificazione giuridica della condotta: secondo la difesa i fatti dovevano essere ricondotti alla truffa o ad una gestione dinamica dei fondi (prassi di deleghe e spostamenti tra conti), non al furto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua la motivazione della Corte d'appello, fondata sulle dichiarazioni convergenti delle parti offese, sulla consulenza tecnica e sugli elementi documentali che hanno dimostrato la falsità delle sottoscrizioni e l'assenza di un potere di gestione dinamica da parte della fiduciaria (ADVISORY FIDUCIARIA s.r.l.). Perciò la fattispecie è correttamente qualificata come furto (art. 624 c.p. e connessi), non come truffa. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese in favore della parte civile Martina Rocca (euro 4.000).

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624 e art. 625 n.2; art. 81, comma 2; art. 61 nn. 11 e 7

    I fatti sono stati inquadrati come furto aggravato (appropriazione di somme altrui con mezzi fraudolenti e cagionamento di danno di rilevante gravità) e come reati commessi in esecuzione dello stesso disegno criminoso; le circostanze aggravanti sono state ritenute applicabili.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e)

    Norme che individuano i motivi di ricorso per la Cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione). La Corte ha ritenuto che i motivi formulati non superassero la soglia di ammissibilità e non dimostrassero un errore di diritto o un apprezzabile travisamento probatorio.

  • Disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    Limita la materia impugnabile in Cassazione; il ricorso doveva rispettare tali limiti e così è stato valutato.

  • Codice di procedura penale, art. 603, comma 1

    Riguarda la rinnovazione dell'istruttoria in appello. La Corte territoriale ha motivato in modo congruo il diniego della rinnovazione e l'inutilità dell'esame supplementare richiesto dall'appellante.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Consente la condanna per spese processuali e il pagamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente inammissibile; la Corte ha applicato tale disposizione per irrogare sanzioni economiche.

  • Legge 23 novembre 1939, n. 1966, artt. 1 e 6

    Principi posti dalla giurisprudenza civilistica sulla distinzione tra fiduciaria 'statica' (che non può disporre liberamente dei beni affidati) e gestore con disponibilità dei beni. La Corte ha applicato questo principio per escludere che la fiduciaria disponesse autonomamente delle somme, fondamento per configurare furto.

Massime di principio

  • Se i riferimenti contrattuali e il tipo di fiduciaria sono di natura 'statica' (nessun potere di autonoma disposizione dei beni), l'uso indebito dei fondi può integrare il furto, non la truffa.
  • La qualificazione giuridica della condotta (furto vs truffa) dipende sostanzialmente dalla effettiva misura del potere di disposizione del soggetto sulle somme; la mera prassi (mandati in bianco, comunicazioni telefoniche) deve essere provata e non è automaticamente sufficiente a trasformare la titolarità o il potere di disposizione.
  • In appello la valutazione della prova e la ricostruzione fattuale hanno ampia discrezionalità: la Cassazione interviene con difficoltà se non è dimostrato un travisamento degli atti o un errore di diritto.
  • Per ottenere una rinnovazione istruttoria (es. esame dell'imputato) occorre mostrare che l'istruttoria dibattimentale sia manifesta- mente incompleta; la sola divergenza interpretativa non è sufficiente.
  • Le censure generiche sulla testimonianza o sulla perizia non sono idonee in Cassazione: è necessaria una critica specifica e motivata per essere ammessa.
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare la condanna alle spese e sanzioni (contributo alla Cassa delle ammende); va valutato il profilo del rischio processuale prima di proporre impugnazioni di mero merito.

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