Ordinanza n. 1691/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell'Ordinanza Dirigenziale n. 96/2026 del 04/03/2026 di acquisizione gratuita al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31 del DPR n. 380/2001 dell'immobile riportato nel Catasto Fabbricati del Comune di Giugliano in Campania (NA) al foglio 6, particella 127, sub 17 e tutti gli atti pregressi, connessi e conseguenziali. Con conseguente cancellazione della trascrizione illegittima presso i Registri Immobiliari e condanna al risarcimento del danno.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza dirigenziale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un immobile ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, con relativa trascrizione
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La proprietaria ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, l'ordinanza comunale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'immobile catastalmente individuato, nonché gli atti presupposti e consequenziali, chiedendo anche la cancellazione della trascrizione e il risarcimento del danno. In sede cautelare ha dedotto vizi riferibili, tra l'altro, al difetto di istruttoria e al travisamento dei fatti, contestando l'identificazione dei beni interessati dagli abusi edilizi e la riferibilità degli stessi alla propria proprietà. Il ricorso è stato sostenuto da una perizia tecnica che prospetta l'insistenza degli abusi su una proprietà attigua. Inoltre, dal verbale di accertamento risulta che il sequestro era stato disposto nei confronti della società Harmony. Il Comune non ha prodotto copie dell'ordine di demolizione e del successivo accertamento di inottemperanza munite delle relative relate di notifica alla ricorrente.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistente un sufficiente fumus boni juris. In particolare, ha rilevato che il Comune non ha provato la notificazione alla ricorrente dell'ordine di demolizione e del successivo accertamento di inottemperanza, poiché le copie depositate erano prive della relata di notifica. Ha ritenuto inoltre che la ricorrente potesse far valere, nel giudizio contro l'atto di acquisizione, le censure di difetto di istruttoria e travisamento relative agli atti presupposti, avendo fornito un principio di prova sulla localizzazione degli abusi in una proprietà attigua e sulla non coincidenza tra la destinataria dell'acquisizione e il soggetto sottoposto a sequestro. Il TAR ha quindi sospeso l'ordinanza di acquisizione e disposto un'istruttoria, onerando il Comune di depositare entro novanta giorni una relazione documentata del dirigente dell'ufficio tecnico sulla corretta identificazione catastale dei beni abusivi, sulla ditta proprietaria e sui destinatari dell'ordine di demolizione. Le spese della fase cautelare sono state compensate; il merito è stato rinviato alla pubblica udienza del 24 marzo 2027.
Norme richiamate
La norma costituisce la base dell'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione; la legittimità dell'acquisizione è stata valutata cautelarmente anche in rapporto alla corretta identificazione dei beni, dei proprietari e dei destinatari dell'ordine di demolizione.
Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto ha consentito la sospensione dell'ordinanza di acquisizione in presenza di un sufficiente fumus boni juris.
Massime di principio
- Ai fini dell'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza a un ordine di demolizione, l'amministrazione deve dimostrare la notificazione dell'ordine e del successivo accertamento di inottemperanza ai destinatari interessati; la mera produzione di copie prive della relata di notifica non è sufficiente.
- Nel giudizio di impugnazione dell'atto di acquisizione, il destinatario può dedurre vizi degli atti presupposti, quali difetto di istruttoria e travisamento, quando tali vizi incidano sulla legittimità dell'acquisizione e siano sostenuti da un principio di prova.
- L'amministrazione deve procedere a un rigoroso accertamento dell'identificazione catastale dei beni sui quali insistono gli abusi, della relativa proprietà e dei destinatari dell'ordine di demolizione prima di adottare l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale.
- La sospensione cautelare dell'acquisizione può essere disposta quando emergano dubbi qualificati sulla notificazione degli atti presupposti e sulla coincidenza tra i beni abusivi, il proprietario e i destinatari delle misure edilizie.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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