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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44777/2024 del 05/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il GIP di Bologna ha sollevato conflitto negativo sostenendo che la competenza ad adottare misura cautelare nei confronti di Catalano Giuseppe dovesse spettare al GIP di Roma, in ragione della pluralità di reati connessi e della circostanza che il primo dei reati qualificabili come truffa aggravata si sarebbe consumato a Roma. La questione centrale era la riqualificazione di alcune fattispecie contestate (in particolare i capi 1) e 6)): se qualificate come estorsione la competenza poteva radicarsi diversamente, ma se riqualificate come truffa aggravata occorreva applicare i criteri di competenza stabiliti dallart. 16 c.p.p., con riferimento al luogo del primo reato. Il GIP di Roma aveva invece ritenuto di dover dichiarare incompetente il Tribunale di Roma e aveva sottolineato elementi fatti interpretati come una minaccia reale attribuibile agli agenti nel capo 6). Il punto giuridico dibattuto riguardava quindi la distinzione tra estorsione e truffa cd. vessatoria (criterio della provenienza del pericolo e della coartazione della volontà della vittima) e le conseguenze di tale qualificazione sulla determinazione della competenza territoriale in presenza di reati connessi.

La decisione

La Corte ha deciso che la competenza è del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma. Ha condiviso la ricostruzione che riqualifica il fatto di cui al capo 6) come truffa aggravata: la vittima anziana è stata indotta in errore da soggetti che si fingevano appartenenti alle forze dellordine e non è stata coartata da una minaccia riconducibile direttamente o indirettamente allagente. Sulla base del principio che distingue la truffa dallestorsione (pericolo prospettato come eventuale e non proveniente dallagente determina truffa; pericolo certo e riconducibile allagente determina estorsione), e tenuto conto della connessione tra le condotte ex art. 12 lett. b) c.p.p., la competenza va determinata ai sensi dellart. 16 c.p.p.: essendo le fattispecie tutte parimenti aggravate e la più risalente commessa a Roma, la competenza è del GIP di Roma. Gli atti vengono trasmessi al Tribunale di Roma, ufficio GIP.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Rilevanza del concorso formale o materiale tra più reati connessi ai fini della valutazione complessiva delle imputazioni; utilizzata come premessa fattuale per la connessione delle condotte.

  • art. 640, comma 2, n. 2, cod. pen.

    Definisce la truffa aggravata; la Corte ha interpretato la norma nel senso che la truffa sussiste quando il danno o pericolo è prospettato come eventuale e non proveniente direttamente o indirettamente dallagente, con conseguente induzione in errore della vittima.

  • art. 12, lett. b) cod. proc. pen.

    Criterio di connessione tra procedimenti: le condotte contestate sono state ritenute connesse secondo la lett. b), giustificando la determinazione unica della competenza rispetto allinsieme delle imputazioni.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Regola la determinazione della competenza territoriale in presenza di reati connessi o continuativi: la competenza si radica nel luogo dove è stato commesso il reato più grave, e in caso di parità nella res più risalente; applicata per assegnare la competenza a Roma.

Massime di principio

  • Per distinguere tra estorsione e truffa quando è prospettata una minaccia, valutare se il pericolo è attribuibile direttamente o indirettamente allagente: se sì e il male è rappresentato come concreto e realizzabile dallagente ricorre lestorsione; se il pericolo è prospettato come eventuale, indipendente dal controllo dellagente, e la vittima è indotta in errore, si configura la truffa.
  • In presenza di più reati connessi, la riqualificazione di singoli capi può mutare la competenza territoriale: occorre applicare lart. 16 c.p.p., individuando il reato piu grave e, in caso di parità, il primo temporalmente commesso.
  • La determinazione della competenza richiede un esame attento del modus operandi e degli elementi che dimostrano se la volontà della vittima sia stata coartata (violenza o minaccia attribuibile allagente) oppure eliminata attraverso inganni e raggiri che prospettano un pericolo non proveniente dallagente.
  • In conflitti di competenza, documentare e argomentare in modo chiaro la riqualificazione in rapporto al locus commissi delicti e alla temporalità delle condotte: la prova e la descrizione fattuale delle minacce o degli artifizi è determinante per la corretta imputazione e per la scelta del foro competente.
  • Quando le condotte consistono nel fingere appartenenti alle forze dellordine o in simulazioni analoghe, è necessario accertare se il messaggio trasmesso alla vittima facesse dipendere il male minacciato dallintervento diretto o indiretto degli agenti o, invece, prospettasse un rischio esterno che induceva per errore alla consegna del denaro.

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