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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42523/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per la violazione del provvedimento di foglio di via emesso dal Questore di Catanzaro (20/01/2016) per la mancata indicazione, nel provvedimento amministrativo, della esplicita intimazione di "fare rientro nel luogo di residenza". La difesa ha dedotto che l'atto amministrativo è illegittimo per assenza di una delle due prescrizioni richieste dalla giurisprudenza (intimazione di rientro + divieto di ritornare), e dunque non sarebbe integrata la fattispecie penale di cui all'art. 76, comma 3, d.lgs. 159/2011.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso non inammissibile, ha rilevato che la Corte d'appello non ha dato risposta alla specifica censura della difesa circa il contenuto ellittico del provvedimento del Questore e ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui il foglio di via obbligatorio richiede la doppia intimazione. Tuttavia, senza entrare nel merito definitivo della doglianza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione alla data del 17 luglio 2022 (tenuto conto anche della sospensione disposta in primo grado) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, art. 76, comma 3

    La norma riguarda le misure di prevenzione (foglio di via). La giurisprudenza interpretativa richiede che l'ordine di rimpatrio con foglio di via obbligatorio contenga la doppia intimazione: l'invito a fare rientro nel luogo di residenza e il divieto di ritornare nel comune indicato; la mancanza di una delle due prescrizioni ne determina l'illegittimità e la possibile disapplicazione in sede penale.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiama la causa di proscioglimento/estinzione del reato (prescrizione). La Corte ha applicato questa norma per dichiarare l'estinzione del reato, con conseguente annullamento della condanna senza rinvio.

  • Giurisprudenza consolidata (Sez. 1, n. 13975 del 05/03/2020, Kim Donna)

    La sentenza citata costituisce riferimento interpretativo secondo cui il foglio di via obbligatorio deve contenere entrambe le intimazioni (rientro alla residenza e divieto di ritorno nel comune); l'assenza di una delle prescrizioni comporta l'illegittimità del provvedimento e l'insussistenza della fattispecie penale contestata.

Massime di principio

  • Il foglio di via obbligatorio va valutato alla luce della sua forma: deve contenere sia l'intimazione di fare rientro nella residenza sia il divieto di ritornare nel comune; l'assenza di una delle due prescrizioni può rendere illegittimo il provvedimento amministrativo e indurre la disapplicazione della fattispecie penale.
  • Il giudice d'appello e il giudice di legittimità devono fornire risposta motivata alle censure difensive che attengono alla legittimità formale del provvedimento amministrativo; l'omessa risposta può essere censurata in cassazione.
  • Anche quando ricorra una questione sostanziale non affrontata dal giudice, se nel frattempo è maturata la prescrizione il giudice di legittimità deve comunque rilevare e dichiarare l'estinzione del reato ex art. 129 c.p.p., annullando la condanna senza rinvio.
  • In ricorsi per violazione del foglio di via è importante allegare l'atto amministrativo impugnato (per il principio di autosufficienza) e contestarne espressamente i contenuti formali; dettagli formali nell'atto possono determinare l'esito penale del procedimento.
  • Per la difesa, sollevare tempestivamente e ripetutamente la questione (in appello e in cassazione) aumenta la probabilità che la carenza formale del provvedimento venga presa in considerazione; tuttavia è prudente valutare anche l'andamento dei termini di prescrizione e le eventuali sospensioni processuali.

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